Autorità e autorevolezza

Mi hanno chiamato a scuola, per dirmi che il bambino, 5 anni, non è in grado di impugnare correttamente la matita e colorare negli spazi piccoli… mi è sembrato strano, però ok.

A casa l’ho messo subito a lavorare, e dopo due (due di numero) tentativi ha impugnato la matita correttamente e colorato in spazi minuscoli. Alla mia domanda sul perché a scuola non lo facesse ha risposto “Tanto la maestra non si arrabbia”.

Ora, ovviamente ho cercato di fargli capire che deve fare quello che gli dice la maestra ed essere diligente, ma è evidente che mi consideri più autorevole di lei e questa cosa non la trovo poi tanto sbagliata… voglio dire: ripenso alle mamme davanti alla scuola che raccontano di come i loro figli non mettano in ordine o non mangino mentre a scuola “hanno imparato a farlo”; poi penso a questo episodio e no, non dico che io sono più brava e non sto a giudicare, però credo ci sia un problema. Un problema in famiglia, nel modo di approcciarsi ai figli, nel modo di (non) essere per loro una figura guida riconosciuta!

Forse, un buon lavoro

L’altro giorno – in ritardissimo, lo so, non mi dite niente – abbiamo celebrato l’equinozio d’autunno.

In genere si usa, per l’occasione, rivolgere un pensiero al proprio raccolto personale, a quanto cioè abbiamo seminato e poi ricevuto durante l’anno agli sgoccioli.

Per semplificare il compito, ho chiesto a mio figlio di dire tutte le cose belle che ha avuto, ed ecco la conversazione:

– Te, mamma –

– E poi? –

– La mia famiglia –

– E che cos’è invece che non vuoi vedere più? –

– Gli animali che muoiono, perchè mi dispiace –

Cinque anni di sensibilità e delicatezza allo stato puro… e forse, dico forse, alla fine come mamma non sto facendo un lavoro poi così terribile…

Ipocondria vattene via

Ne sono affetta da sempre, non ricordo neanche io da quanto tempo…

Però la cosa buffa è che mi fissavo su tutte le malattie, ma non trattavo mai l’ipocondria come malattia stessa… poi qualche tempo fa l’ho fatto, l’ho considerata tale, ed è così che sono guarita….

Perchè dovete sapere che l’ipocondria ha 3 cause psicologiche, ed io ovviamente le ho tutte e 3: un familiare che ne soffra, lutti non elaborati, un eccessivo ascolto di sé e dell’inconscio.

E così, ogni volta che sento arrivare il demonietto (ma prima che mi afferri, sennò alla morsa non si sfugge) richiamo alla mente le 3 sorelle:

  • Papà è ipocondriaco, io non sono mio padre e lui non è certo un modello cui ispirarsi
  • Il nonno e il mio cucciolo peloso erano anziani, me li sono goduti più di quanto a molti è permesso entrambi.. non mi aspettavo che andassero via, ma è solo colpa di chi doveva prepararmi e non l’ha fatto
  • Sono abbastanza in contatto con l’inconscio, pochi lo ascoltano come me, non ho bisogno di disturbarlo in continuazione

A volte poi arriva la vocina che mi ricorda le persone che sono morte inaspettatamente, le brutte cose che pure esistono, ed allora arriva la quarta sorella, ovvia come il sole e la luna: sono più le persone che vivono e invecchiano serenamente che quelle morte prematuramente..

E il diavoletto, con la coda fra le gambe, se ne va…