Altre vite

A volte la capita, mentre faccio le cose più banali, di immaginare che questa vita la sto solo sognando.
Adesso mi sveglio, mi dico, sono in quell’altra vita… in quella che avrei avuto se non avessi scelto questa.. si, perchè c’è stato un tempo in cui avevo due opzioni distinte e contrapposte davanti a me. E non ho rimpianti, ma capita a volte di chiedersi come sarebbe stato.
Adesso mi sveglio, immagino.
E sono nella mia mansarda fra i tetti di Parigi, col suo soffitto spiovente. La mia mansarda piena di cose, e di colori, e di cuscini, e di tende, e di candele accese e profumi d’incenso. Ho un grande letto, proprio sotto a una finestrella che guarda al cielo, e lì sta sempre accovacciato il mio gattone nero.
Ho un piccolo computer portatile, mi serve per lavoro, e la mattina mi trovate quasi sempre in un bistrot, con le mie lunghe gonne e i miei foulard, a lavorare davanti a una tazza di thè. Nel tempo libero, passeggio per Pigalle.
Forse c’è un uomo, nella mia vita.
A volte passa la notte da me, ma non si ferma mai troppo a lungo: sono gelosa della mia libertà.
Poi però succede sempre che inizio a sentire la mancanza di mio figlio, e apro gli occhi, con la paura di non tornare più indietro…

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13 risposte a "Altre vite"

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  1. Mi piace un sacco questo concetto! È affine alla storiella taoista del sogno della farfalla! 😍
    E c’è una puntata della serie Philip Dick’s Electric Dreams che parla proprio di questo! C’è su Amazon prime video 😄

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  2. Oh mamma, però io stavo piacevolmente sognando di quella Parigi che mi ha sempre affascinato e che per vari motivi non sono mai riuscita a viverci, e lo avrei voluto! E se avessi voluto! Ma io sono in una fase più acerba, nonostante ne abbia due, penso ancora che la mia vita non sia fatta X stare ferma qui! E non credo che siano di proprietà privata, ho un gran senso di responsabilità nei loro confronti che mi limita in tante cose, però, però, se potessi andrei, anche se in cuor mio ogni spostamento reale, implica una costante, che è come se fossero il mio fegato e i miei polmoni, quindi inseparabili noi tre ( il papà può anche stare qui, ma noi tre, non ci dividerà mai nessuno)

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    1. C’è sempre un momento in cui si può scegliere… il mio è stato dopo l’università, appena laureata e appena conosciuto un uomo… avevo sempre avuto in mente chiare le due me, le due possibilità, quindi ho coscientemente fatto la mia scelta e non ho rimpianti: come avrai potuto leggere, qui fra queste montagne è la mia dimensione… però un pezzettino di “casa” resta sempre nel cuore…

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