Scimmie volanti

A volte penso che ho fatto male… A sposarmi e tutto il resto… Non ne sono capace, non sono capace a vivere come fanno tutti. Oggi ho lavato la casetta del bambino sul balcone, poi ho dovuto cucinare io (cosa che non faccio mai) ed anche di fretta perché il marito doveva uscire, poi ho dovuto fare il clisterino al piccolo che si era tappato, e la lavastoviglie, e il panino per il marito domani a pranzo.
E ora sto male.
Non è, cosa normalissima, che mi scocci o mi stanchi… È che proprio la vita comune, curare la casa, lavorare e tutto il resto, mi fa star male. Credo siano attacchi di panico o qualcosa del genere. Mi fanno sentire in trappola, quasi sporca….
Sto bene solo quando vivo nelle mie cose, nelle cose dell’anima.
Era così anche da adolescente ma pensavo fosse l’età, le persone che avevo intorno… Ho sempre voluto una famiglia e pensavo che realizzandomi tutto sarebbe andato meglio.
E invece no, invece per quanto io stia bene e sia felice non mi sento a casa nemmeno adesso. E inizio a pensare che il problema sono io, che non sono fatta per questo mondo.. Che la mia omonima mi calza a pennello e sarei felice solo in cima a una torre con le scimmie volanti….

Annunci

Dopo la festa

Le festività di Pasqua sono trascorse, e tiro un sospiro di sollievo… Le ho vissute con quella stessa ansia che caratterizza ogni ricorrenza fissata in una data… Con quella stessa paura di perdere l’occasione… depennare le cose come tappe o traguardi, ogni volta sollevata che nulla mi abbia impedito di vivere il momento…
Sono incredibile io, riesco a mettere l’ansia in tutte le cose, ancor più in quelle belle…

Ricordi svuotati

L’intento era di liberarmi di questa malinconia del passato che mi accompagna praticamente da sempre… Avevo sentito che c’era qualcosa di diverso…
Ed infatti quel rituale che ho fatto la settimana scorsa, quello molto “ispirato”, ha avuto effetti portentosi.. forse troppo, forse non ero pronta.. attenta a quello che desideri, diceva qualcuno…
E adesso?
Adesso mi ritrovo che se anche volontariamente vado a cercare luoghi, persone, situazioni della mia storia a cui sono legata le percepisco come immagini non mie, distanti ed asettiche… mi ci attardo anche ma nulla, nessuna stretta al cuore, nessun rimpianto…
Come mi sento?
Non saprei.
Mi sento libera, finalmente leggera… senza più fardelli sul cuore inizio a spiegare le ali e respirare a pieni polmoni.. però… però vacillo, mi sento fuori equilibrio. Perchè io ho sempre fondato tutto il mio essere sul passato, a quello ancoravo la mia anima e le mie sensazioni. Ora sono un po’ smarrita, sono un palloncino scivolato via dalle mani di un bambino che esplora il cielo immenso ma non sa bene disegnare la rotta…

Vita ed immagini

Una bella giornata di sole, un piccolo prato verde smeraldo, un bambino, il suo papà ed un pallone.
Sono distesa sull’erba, guardo i miei uomini giocare: sono sempre stata un’ottima spettatrice… anzi, mi sembra che guardando la vita scorrere io riesca ad assaporarla di più che essendoci immersa. È sempre stato così… I ricordi più belli sono immagini impresse… Forse è qui la ragione, che vivo di immagini…

Notre Dame de Paris

In ginocchio sul pavimento del salone, gli occhi sullo schermo, piangere a singhiozzi.
Il cuore della tua città che brucia… e sono i momenti in cui ti rendi conto che sei troppo maledettamente lontana da casa…

Nel cerchio

Lo volete sapere davvero, cosa succede nel cerchio di una strega?
Mio figlio lo sa, ed è nel suo mondo…
E’ stato all’ultima celebrazione, all’equinozio di primavera.
Si è portato i suoi strumenti, ha voluto ripetere con me le preghiere e bruciare da solo il suo foglietto di “semina”.
Però, il vero cerchio è stato dopo.
Perchè c’è quel momento, quando hai finito tutte le azioni di rito, in cui rimani nel cerchio… è c’è silenzio, e ti senti completo e soddisfatto. L’aria e ferma. Stai seduto lì e assapori… il tempo si dilata e tu stai lì, ti rilassi, inizi a chiacchierare in un luogo sospeso dove non c’è fretta o distrazioni.
E’ stata la prima volta, per lui: siamo rimasti lì, a parlare della primavera, di cosa significa essere streghe e di tante altre cose che adesso non ricordo… e lui era a suo agio, in quel perfetto spirito di sospensione che il cerchio ti concede.
E siamo stati bene… è come lo immaginavo: indescrivibile camminare con qualcuno che ha il tuo stesso sangue, la tua stessa anima…

Esplosione di potere

Mi sembra di non avere il tempo di fare nulla.. le cose si accumulano, tutto rimane sospeso.
Così, questo mese, mi sono persino ritrovata a saltare il rituale di luna nera.. e continuavo a sentire dentro questo piccolo tormento, questo appuntamento mancato, questo senso di non finito. Poi mi sono resa conto che c’è anche qualcosa che ho disperatamente bisogno di mandare via.
Mi sono resa conto che non è che non abbia tempo, ma che non colloco i vari impegni nel momento giusto. Mi sono resa conto, ad esempio, che la sera (come sarebbe d’uopo) mi è praticamente impossibile praticare: col marito guardiamo la tv fino a tardi, i bambino vuole letta la storia della buonanotte, ed io poi crollo dal sonno.
E allora, visto che comunque sono una strega libera, ho deciso di spostare le mie cose alla mattina: una mezz’oretta a casa la trovo sempre.
Ed ho anche deciso di levarmi questo tarlo così oggi, con una settimana di ritardo ma chi se ne importa, ho fatto il mio rituale.
E, forse per il tanto bisogno che ne avevo, è stata un’esplosione.
Sono tornata a casa, ho messo lo sgabellino in salone con su il calderone e la candela, ho abbassato le serrande e.. boom… mi è venuto spontaneo alzare il mio canto di potere, cosa che non faccio quasi mai, forte sempre più forte.. sentivo l’aria tremare e l’energia salire, farsi solida nelle mie mani… sentivo di essere trasfigurata… Ad alta voce ho enunciato (altra cosa che non faccio mai) le intenzioni, la volontà, ed ho bruciato il foglio.
Quando sono uscita in balcone col calderone a buttare nell’aiuola di sotto la cenere c’era il mio vicino che portava fuori il cane. Mi ha guardato interrogativo… in genere evito di farmi notare… l’ho guardato per un attimo, poi ho sorriso e l’ho salutato.
Mi sento ancora piena, sazia, l’aria trema intorno a me… per la prima volta, mi rendo conto, ho davvero assaporato il potere e non voglio perderlo mai più…

Il sacerdote felice

Abbiamo cambiato chiesa, ultimamente andiamo a messa da un frate francescano. Un amico di lunga data di mio marito, giovane, laureato in psicologia.
Quello che mi colpisce, in lui, e lo ripete sempre anche ai fedeli, è la gioia con cui celebra la messa.. e non intendo solo il fare scherzoso, la battuta di spirito… ho notato, ad esempio, che mentre recita le preghiere ride… giuro, si sente la vibrazione tipica della voce di chi sta sorridendo e il respiro “sospirato” di chi quasi ride.
Ed è bellissimo.
Ed io la invidio, la sua gioia, perchè è questa che mi manca.. perchè quando sfiori gli Dei è una festa e ti senti riempire e sei grato.. eppure, non riesco a provare questa sensazione. Provo completezza, gratificazione, esaltazione, respiro, purificazione. Ma gioia mai… mai nella religione e poco nelle cose quotidiane.. e non me ne spiego la ragione… E’ come se ci fosse una porta chiusa, una tenda che impedisca alla mia anima di godere delle cose, come se fossi un po’ spenta..

Ho sentito l’odore del porto

Questa mattina abbiamo avuto un assaggio d’estate…
Le finestre aperte, le serrande semi-abbassate per non far entrare le mosche…
Ho sistemato le sedie sul terrazzo e ci siamo messi a giocare a carte lì, io e il mio bambino.
E sono tornate folate di ricordi…
I pomeriggi d’agosto al mare, durante le vacanze, quando dopo la mattinata in spiaggia dovevi per forza dormire per poi andare a prendere un gelato la sera, e si stava tutti in mutande nel lettone. Ricordo che strane sagome facevano i rami degli alberi proiettando la loro ombra sulla parete, mentre aspettavo di addormentarmi…
La festa del paese, negli anni del ginnasio: vestirsi carina ed uscire con gli amici, andare a zonzo tutta la sera, e quella compagna che partecipava alla processione e voleva essere vista…
Le passeggiate, di notte, sulla spiaggia.. sedersi sui lettini o sull’altalena, e quegli orrendi profumi al gusto di caramella che ci piacevano tanto…
Pochi, felici ricordi di quel periodo della mia vita, di quella parentesi attraversata di fretta…
E per un attimo, mi è sembrato persino di sentire l’odore del porto.. la salsedine, i ristoranti di pesce, le soste sul camminamento dell’alto muro che divideva il porto dalla costa perchè dovevamo stare lontane da tutto e da tutti…

Adesso il cielo è tornato grigio. I ricordi non hanno più odori, sono sfumati.

Però, giuro, ho sentito l’odore del porto…

Blog su WordPress.com.

Su ↑