Dadi elementari

Con mio figlio facciamo spesso giochi da tavola, gli piace e ormai ha imparato a contare benissimo.
Orbene, abbiamo questa scatola con vari giochi e le pedine colorate.
Autonomamente, scopro adesso che ha dato un nome alle pedine:
rossa: omino di fuoco
blu: omino di acqua
verde: omino d’erba
blu piccolina: omino di vento.
E niente, sono i quattro elementi e mamma strega è tanto orgogliosa del suo piccolo ometto!

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A casa

Sono rimasta senza la macchina.
Questa mattina, mi sono fatta accompagnare all’asilo da un’altra mamma, poi le ho chiesto di lasciarmi in piazza perchè avevo delle commissioni da fare…
Sulla via del ritorno, mi sono resa conto che era tanto, tantissimo tempo che non camminavo da sola.
Ricordo quando mi sono trasferita qui… mi sembrava un sogno…
Ed oggi, dopo tanto tempo, ero di nuovo lì… il cielo grigio giocava con la luce impregnando l’aria d’inusuale nitidezza, ed io camminavo, a passo veloce, nel mio cappotto viola, lo sguardo che non si stancava di accarezzare il profilo dei monti, quelli vicini e quelli lontani, che si affacciavano alla balconata del corso. E i campi coltivati. E il piccolo santuario arroccato sulla collina. E da qualche parte lontano il riverbero del mare.
In pochi amano questo luogo, in pochi sembrano notare l’immenso tesoro che si schiude agli occhi…
Anni fa, prima del bambino, uscivo quasi ogni giorno a piedi e quel verde, quelle rocce vicine e lontane mi hanno sempre avvolta come grembo materno: è stato questo a darmi la certezza, quando mi tarsferii, di essere finalmente arrivata a casa…

L’odore del vento

Vi è mai capitato di ritirare i panni stesi in una giornata di forte vento?

Se abitate in un posto dove l’aria è aperta, non sporcata dagli umore di città, provate ad annusarli… ma in fretta, c’è poco tempo!

Ecco.. ne verrà un odore fresco, difficile da descrivere… quasi di rugiada ma più acre… rugiada su aghi di pino, verrebbe da dire.

Ecco. Quello è l’odore del vento…

Il senso dell’olfatto

Apro tutte le finestre alla Primavera.

Corre, per le stanze, un odore fresco… se chiudo gli occhi, mi aspetto quasi di ritrovarmi nel giardino della scuola, quando arrivava il bel tempo e convincevamo il professore di filosofia a far lezione all’aperto. E i vestitini leggeri, i primi tentativi di passare la domenica al mare nonostante l’aria un po’ pungente.

Faccio una doccia, bagnoschiuma al cocco… e mi pare di essere stata al mare, di prepararmi in fretta per uscire dopo cena a fare un giro, ricordo quell’orrendo profumo al gusto di caramella che mi piaceva tanto, gli smalti colorati.

Nei ricordi, tutto risplende… allora però ricordo che era solo una perenne attesa, il pregustare di qualcosa di inedito e gioioso che prima o poi tutta questa ritualità avrebbe portato. Sono sempre stata solo di passaggio, in quella vita!

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