Nel cerchio

Lo volete sapere davvero, cosa succede nel cerchio di una strega?
Mio figlio lo sa, ed è nel suo mondo…
E’ stato all’ultima celebrazione, all’equinozio di primavera.
Si è portato i suoi strumenti, ha voluto ripetere con me le preghiere e bruciare da solo il suo foglietto di “semina”.
Però, il vero cerchio è stato dopo.
Perchè c’è quel momento, quando hai finito tutte le azioni di rito, in cui rimani nel cerchio… è c’è silenzio, e ti senti completo e soddisfatto. L’aria e ferma. Stai seduto lì e assapori… il tempo si dilata e tu stai lì, ti rilassi, inizi a chiacchierare in un luogo sospeso dove non c’è fretta o distrazioni.
E’ stata la prima volta, per lui: siamo rimasti lì, a parlare della primavera, di cosa significa essere streghe e di tante altre cose che adesso non ricordo… e lui era a suo agio, in quel perfetto spirito di sospensione che il cerchio ti concede.
E siamo stati bene… è come lo immaginavo: indescrivibile camminare con qualcuno che ha il tuo stesso sangue, la tua stessa anima…

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Dadi elementari

Con mio figlio facciamo spesso giochi da tavola, gli piace e ormai ha imparato a contare benissimo.
Orbene, abbiamo questa scatola con vari giochi e le pedine colorate.
Autonomamente, scopro adesso che ha dato un nome alle pedine:
rossa: omino di fuoco
blu: omino di acqua
verde: omino d’erba
blu piccolina: omino di vento.
E niente, sono i quattro elementi e mamma strega è tanto orgogliosa del suo piccolo ometto!

Insegnare è vivere

Da quando pratico con maggiore costanza, la ritualizzazione magica è entrata nel quotidiano.
Capita spesso, la sera, che mi metta a fare qualche preghiera o qualche piccolo rituale.. è per il bambino ormai è diventata cosa normale. Anzi, spesso è lui a chiedermi “stasera devi fare qualche magia?”.
L’altro giorno, ad esempio, eravamo soli a casa e lui giocava al pc. Gli ho chiesto se potessi fare le mie cose in salone dov’era lui o se preferisse che andassi di là, e il mio ometto mi ha detto di rimanere, anzi ha abbassato il volume del gioco per non disturbarmi.
Per tanto tempo ho anelato questo, chiedendomi come avrei fatto.. come avrei fatto a far crescere il mio bambino respirando l’aria del mio cammino senza però insegnargli o imporgli nulla, solo con la consapevolezza che esiste. Mi sembrava strano, difficile, da pianificare, e non mi rendevo conto che se tutto era così complicato era solo perchè ero io a non essere pronta, io stessa alla ricerca di una direzione stabile da prendere. Mentre ora, ora che a me viene naturale essere quella che sono, anche farmi conoscere dal mio bambino diventa la cosa più semplice e spontanea del mondo.

Credo che questo discorso valga un po’ per tutte le cose, per tutti gli insegnamenti e i valori che vogliamo trasmetterli: insegnarli è difficile, impossibile forse, ma se li vivi e cammini in sintonia con essi allora basta questo. Basta che vedano, senza parole, e fanno loro quello che è tuo…

Ti racconto il paganesimo

Siamo io e il mio bambino.
Abbiamo fatto il cerchio, lui ha acceso la sua prima candela da solo, ha detto le sue preghiere (inventandole di sana pianta, ma indovinando l’intonazione e il “senso”), abbiamo fatto il rituale e portato la luce in ogni stanza.
Siamo seduti nel cerchio, adesso.
“Sai cosa abbiamo fatto?”
“No”
“Fra poco arriva la primavera, e noi ci siamo preparati togliendo tutti i pensieri cattivi.. hai visto, in inverno siamo più tristi? Non possiamo giocare fuori, andare al mare, abbiamo sempre freddo? Adesso togliamo tutti questi brutti pensieri così siamo pronti a fare festa e divertirci appena arriva la primavera”

Chiedere scusa ai propri figli

Voi chiedete mai scusa ai vostri figli? Non quelli grandi… intendo anche, e soprattutto, ai bambini.
Perchè io lo faccio spesso.. se commetto un errore, se non riesco a fare qualcosa a cui tiene, se mi arrabbio troppo perchè in quel momento ho la testa altrove… Ha quattro anni e mezzo, e spesso gli chiedo scusa.
Gli chiedo scusa perchè è una persona, e merita rispetto.
E poi, perchè penso che solo con l’esempio si possa imparare: imparare che si può sbagliare, che non siamo infallibili, ma che è anche necessario avere l’umiltà di rendersene conto e fare ammenda…

Facciamo serata

Non le capisco, non riesco a sentire il loro sentire, quelle mamme che hanno bisogno di allontanare i figli da sè per rilassarsi e svagarsi.

Io non riuscirei mai.. andare a divertirmi lasciando lui parcheggiato da qualche parte, per quanto il luogo possa essere piacevole… ma questo non significa rinunce: lo abbiamo abituato a far tutto con noi, fin da piccolo.. teatro, cinema, concerti, musei.

Mi piace condividere le esperienze con lui, non mi pesa.

Ora, ad esempio, c’è questo giorno della settimana in cui il marito è fuori la sera, ed io ne ho approfittato per fissarlo come giorno di “uscita con l’amica”. Ne approfitto… non amo uscire lasciando il marito a casa, non voglio sacrificare il già scarso tempo  che abbiamo in famiglia.

Comunque sia, c’è questa serata tra amiche…

Ora, probabilmente quasi tutte le mamme (almeno quelle che conosco) lascerebbero – magari anche a ragione – il bimbo dai nonni per svagarsi un po’… beh, non io… lui è molto legato alla mia amica ed usciamo tutti e tre, ce ne andiamo in qualche sala da thè e la serata scorre piacevolissima: facciamo qualche “selfie” perchè a lui diverte tanto, e poi lui se ne sta a giocare tranquillo per i fatti suoi mentre noi abbiamo tutto il tempo di chiacchierare e rilassarci.

E va bene così.. anzi, penso non mi divertirei altrettanto sapendolo parcheggiato dai nonni, per quanto lui possa stare bene e divertirsi anche lì… mi piace che partecipi, che veda cose, conosca persone, sperimenti….

 

Natale di

Natale di mattine passate in casa a fare giochi da tavola tutti insieme sotto l’albero, con le musiche natalizie alla radio.

Natale di Christmas Carol dei Muppets, e “che Dio benedica tutti quanti noi”.

Natale “tutti a dormire”, e “chissà se arriva Babbo Natale”.

Natale di nascosto, con la porta socchiusa, a mettere i regali sotto l’albero.

Natale “alziamoci subito”.

Natale “apriamo la porta del salone”.. Natale negli occhi sorpresi di un bambino, a contare i pacchi sotto l’albero.

Natale “wow il robot gigante”.

Natale in pigiama a giocare tutti i giochi.

Natale di cugini, e scambi di regali, e pranzo dai nonni.

Natale con un po’ di tristezza, perchè il fantasma del Natale presente è vero che invecchia velocemente e già lo senti lontano, trascorso mentre sta nel suo momento di maggior splendore.

Natale, il mio Natale… quello che mi sono meritato…

Il momento perfetto

Il momento perfetto a volte lo intravedi, fra le pieghe delle cose semplici…

Come quella sera, che il marito non era a casa, ed io ero col mio topolino a giocare nella sua cameretta. facevamo magie con le bolle di sapone, giocavamo a riprenderle o farle rimbalzare. E fuori pioveva, ma era solo un dolce suono di sottofondo perchè noi avevamo acceso lo stereo con le sue canzoni preferite: ascoltavamo Supercalifragilistichespiralidoso, e I due Liocorni. E ridevamo quando le bolle di sapone ci scoppiavano addosso.

Questi, si, sono momenti perfetti…

Figlio di strega

Mio figlio è un bambino magico.

Mio figlio è stato concepito intorno al 31 di ottobre.

Mio figlio è abituato al mondo sottile, alle celebrazioni, e anche alla morte e all’assenza. Però, a volte mi sorprende… come l’altro giorno.. stavamo facendo bolle di sapone, quelle – sapete -che “vanno da Dio”, quando all’improvviso lui mi guarda e, come fosse la cosa più naturale di questo mondo, mi chiede_

  • Mamma, quando andiamo da zio A.? Devo dirgli una cosa

Lo zio è morto esattamente un anno, erano molto legati e più di una volta siamo andati al cimitero a trovarlo… io non ho chiesto cosa debbano dirsi, sono affari loro.. probabilmente in questo periodo la sua essenza è più forte, probabilmente è stato lui a farsi percepire dal suo nipote preferito.

Però è bello sapere che. anche lui, vive con naturalezza a cavallo fra i mondi!

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