Anno nuovo, tempo vecchio

Non credo più nel Capodanno da parecchio tempo, ormai… da quando il mio percorso mi ha portata a trasferire le attese, il senso di trasformazione e rinnovamento, al loro più congeniale momento ottobrino. Ho già lasciato andare, ho già iniziato il nuovo.

Però, visto che molte persone da anni caricano il primo gennaio delle medesime intenzioni, un po’ di magia nell’aria ormai si è caricata e mi piove addosso…

Una notte tranquilla, noi tre… la tavola imbandita, le pizzette, lo spumante, le stelle filanti.. la musica, i balli, la nostra festa…

Io, ho iniziato la nuova agenda.. è una cosa che mi ha sempre emozionato, come quando a scuola compravi il diario nuovo e presagivi la vita che vi avrebbe confluito dentro…

Sto provando a delineare un cammino spirituale che mi dia serenità, che mi somigli, che mi dia quell’equilibrio e quell’ordine cui la mia anima anela… qualcosa di non troppo impegnativo, non vincolante perchè altrimenti poi lo spirito inizia a sbattere le ali per volarsene via in cieli più tersi.

Ieri, ad esempio, era la giornata che gli antichi dedicavano a Zeus, così la mattina ho recitato una bella preghiera… una di quelle arcaiche, nate dallo spirito di quei padri greci da cui è nato tutto.. mi ha fatto stare bene: è stato come divenire un tassello, e roteando andare a collocarsi in un preciso luogo del tempo e dello spazio. Darsi un senso, nell’equilibrio del cosmo.

Oggi nulla… un nulla che sa di attesa, di godimento dei frutti seminati ieri.. un nulla che è come quella luna nel cielo, che alterna momenti di pienezza ad altri di stasi e quiete… come la terra, che ciclicamente fiorisce e poi riposa nelle sale della morte.

Annunci

L’anno che verrà

Sono stati giorni difficili.

Giorni di malinconia.. quella malinconia che mi soffia sempre addosso nei momenti felici: mentre li vivo, ne vedo già la fine… li vedo scorrere, veloci, via de me…

Giorni di litigi e insoddisfazioni, perché scalcia dentro che non sto vivendo la vita, la maternità come avrei voluto…

Una volta, prima del mio cammino di consapevolezze, sentivo forte il vento del nuovo anno: aveva il sapore dell’agendina appena comprata, del cambiamento… ricordo ancora quella sensazione, un po’ brilla a guardare lontano i fuochi d’artificio carica di nuove promesse. Adesso no: la Ruota, so, gira altrove, ha già girato, la mia opportunità di nuovo inizio l’ho già avuta e questo nuovo numero sul calendario mi è del tutto indifferente.

Però.

Però.

Ho comprato una nuova agenda che adoro, coi transiti lunari, le energie del mese e le effemeridi. Sembra un percorso già tracciato, una guida da seguire, e mi viene voglia di provarci… infondo, ogni occasione è una buona occasione.

Però.

Stanotte abbiamo festeggiato, solo noi Tre e la tavola imbandita di stuzzichini.. abbiamo mangiucchiato, ascoltato musica, ballato… Stanotte mi è sembrato di ritrovare la mia famiglia, mio marito…

Anche se poi il primo giorno del nuovo anno è arrivato coi suoi accidenti e si è portato via tutti i buoni propositi. Mi riporta lontano da me, da come sento e sono realmente… vorrei più sorrisi, scivolare sulle cose con delicatezza, vorrei capire ed accogliere.

Oggi lavoro sulle mie sensazioni, sulla loro origine, e mi accorgo che sono tutte sballate dall’insoddisfazione di guardarmi allo specchio e non riconoscere me.

Blog su WordPress.com.

Su ↑