Tutto sulle spalle

Le parole hanno questo, di bello: a volte il loro significato figurato e quello concreto si avvicinano fino a sovrapporsi!
Ho ritirato la radiografia alla schiena… una totale rovina… scoliosi, lordosi, vertebre schiacciate e cervicale.
Il mondo mi è crollato addosso, e fatico a rialzarmi: un’adolescenza sacrificata, fra ginnastica e busti correttivi, per ritrovarsi poi così.. ma non è neanche questo, infondo non c’è nulla che in condizioni diverse avrei voluto fare e di cui mi sono privata: è che mi sento imprigionata nel mio corpo, limitata. Ora ho dovuto chiedere a mia madre di venirmi a lavare i pavimenti e non ci ho dormito per due notti.
E no, non è orgoglio.
E’ che nella mia vita, da sempre, da quando mi sono resa conto che gli altri mi trattavano in maniera diversa, da quando ho intravisto quel lieve bagliore di compassione nei loro occhi, da allora ho vissuto all’ombra dell’impulso di cavarmela da sola. Quasi una ripicca, questo dover dimostrare che ce la faccio, che posso fare da sola, che non ho bisogno della loro pietà.
A pensarci lucidamente, ne sorrido, che proprio io che dei giudizi degli altri sull’anima mia non mi sono mai fatta cruccio, abbia invece passato la vita a dimostrare qualcosa, a smontare costruzioni mentali altrui.
Ne sorrido e provo rabbia.
Per una ragione etica, perchè non mi ci riconosco.
E perchè mi sono fatta del male… si… probabilmente se anni di correzioni si sono sgretolati così è perchè ho preteso troppo dal mio povero, piccolo corpo.. ho fatto tanto, non ho mai chiesto aiuto a nessuno, ho dimostrato una capacità fisica che peraltro per me non ha mai avuto alcuna rilevanza…

E mi sono fatta del male in altro modo, ma in questo ho solo una parte di colpa…
Probabilmente se avessi avuto cura di me, se mi fossi mantenuta facendo sport e curandomi, non saremmo arrivati a questo… Però… però, è in questo i miei genitori in perfetta buona fede probabilmente si sono lasciati prendere troppo la mano, ho passato l’infanzia e l’adolescenza fra dottori, fisioterapie,tutori – senza che il fine, la correzione dei miei difetti, m’importasse poi davvero-. Così il giorno in cui, in piena adolescenza, ho tolto il busto correttivo e interrotto la ginnastica correttiva… beh… sono scappata. Sono scappata lontano da tutto quello che avesse anche solo un vago sentore terapeutico, ho anche solo che fosse cura del mio corpo. Perfino dal medico di base vado solo in casi gravissimi!

E adesso sono qui, nella prospettiva di tornare in quella trappola mortale, ma con un’anima diversa e tante domande in testa…

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Essere malata

Ecco perchè non volevo iniziare… Conosco la mia mente, sono in quali meandri va a cacciarsi…

Però mi sono convinta lo stesso: già da tempo la ginecologa mi aveva consigliato il magnesio per la sindrome premestruale, ma io non prendo farmaci, non vado dai medici… evito il tutto il più possibile, ho le mie ragioni…

Solo che ultimamente sta diventando tutto troppo difficile,  allora ok…

E lo sapevo che sarebbe andata così… non appena ho ordinato l’integratore in farmacia qualcosa si è svegliato dentro… e ora che è lì, sul mobile della cucina, da prendere ogni giorno nei 7 giorni prima del mestruo… è tornata…

Difficile da spiegare…

Ho sempre provato un sottile, insano piacere nell’essere “malata”, o più esattamente nell’essere in trattamento per qualcosa… mi riempivo la bocca della parola “terapia” quando da ragazzina seguivo il vademecum di una rivista per controllare gli attacchi di panico, mi inorgoglivo ai tempi dell’università di saltare i pasti e di avere un disturbo…

Non lo so come mai… forse, in qualche modo, che sia riconosciuto un bisogno mi fa sentire autorizzata  ad essere debole e questo mi è in qualche modo di conforto… ma è un conforto che non mi piace, che mi fa sentire sporca… per questo cerco ad ogni costo di evitarlo ed ora di nuovo sto combattendo col suo fantasma…

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