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Meditazione di Ecate

Meditazione di Ecate.. era tanto che non tornavo da lei.
E, questa volta, era tutto diverso…
Per la prima volta mi vedevo per come sono, non idealizzata, con tanto di occhiali…
Sono arrivata alla caverna, e l’ingresso era un abisso nel quale mi sono gettata senza paura, nel ventre molle della Madre.
E, anche lì, era tutto diverso… tutto molto “etnico” direi: acchiappasogni, piume, tappeti.
Il percorso che sto facendo sta cambiando le cose, sto comprendendo il senso di darsi una forma, un’immagine simbolica ma definita di sè, di usare le forme e le prassi per orientare lo spirito in una direzione.
Entrare nel calderone, questa volta, è stato brutale… la sua mano che mi teneva sotto l’acqua, la mia anima che soffocava.. e sono tornata nel regno dei ricordi… ho rivisto tutta la mia storia, tutto il mio passato, ed ho compreso che dovevo staccarmene. Ho capito che continuo a vivere in un eterno passato, come se la mia infanzia, l’adolescenza, e tutte le mie storie di ieri fossero ancora qui, vive e presenti.
Quando sono riemersa, Ecate mi ha avvolto in pelle di serpente e mi ha dato il falcetto… mi ha chiesto se fossi davvero pronta, ed io per la prima volta in vita mia lo ero davvero. Ed ho tagliato, ho chiuso, ho superato.
Mi sembra ancora di sentire la sua voce, mentre io ero lì, nuova, a guardare la vallata da una fessurazione del dirupo. Sento ancora la sua voce: “Dimentica ciò che eri, diventa ciò che sei”

Gli occhi sul cammino

Ieri è stata una giornata difficile… è venuto mio fratello, su cui stendiamo un velo pietoso.. nel pomeriggio siamo stati da mia cognata, poi la sera pizza..

Insomma, sono arrivata a sera molto stanca, poi marito era già a letto perchè nel salone avevo gli ospiti che dormivano sul divano.. però… però seguire il cammino mi fa star bene…

Ho fatto addormentare il bambino e poi lì, nel letto, mentre marito guardava la televisione, ho sistemato l’agenda con gli “eventi magici” della prossima settimana, poi ho preso il Libro delle Ombre e recitato le mie preghiere a Ecate Anziana: era il suo giorno, il giorno perfetto… e mi ha fatto stare bene…

Mi fa stare bene essere me stessa, disseminare la mia vita di piccole tracce, tenere gli occhi fissi sul cammino. Mi fa stare bene, soprattutto, scoprire che non c’è più separazione, che i due mondi possono fondersi e coesistere pacificamente come non avrei mai creduto possibile.