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La felicità

Cos’è essere felici? Stamattina avevo voglia di esserlo, di godermi ogni istante della vita… però poi nelle cose di tutti i giorni non riesci a riconoscerla, la felicità, non sai dove si nasconda nè cosa fare per afferrarla

Famiglia

Entro in sala col piatto in mano.
La nonna è venuta con noi a fare la spesa e poi è rimasta a cena.
C’è confusione stasera… Il bambino ride e parla ad alta voce, la nonna rifila di nascosto i bocconcini di mozzarella al papà, le luci sono tutte accese…
E respiro questo momento a pieni polmoni, lo respiro come immagino lo respiri il mio bambino, come lo immaginavo quando la bambina ero io e che festa le rare volte in cui mi si schiudeva davvero!

Il sacerdote felice

Abbiamo cambiato chiesa, ultimamente andiamo a messa da un frate francescano. Un amico di lunga data di mio marito, giovane, laureato in psicologia.
Quello che mi colpisce, in lui, e lo ripete sempre anche ai fedeli, è la gioia con cui celebra la messa.. e non intendo solo il fare scherzoso, la battuta di spirito… ho notato, ad esempio, che mentre recita le preghiere ride… giuro, si sente la vibrazione tipica della voce di chi sta sorridendo e il respiro “sospirato” di chi quasi ride.
Ed è bellissimo.
Ed io la invidio, la sua gioia, perchè è questa che mi manca.. perchè quando sfiori gli Dei è una festa e ti senti riempire e sei grato.. eppure, non riesco a provare questa sensazione. Provo completezza, gratificazione, esaltazione, respiro, purificazione. Ma gioia mai… mai nella religione e poco nelle cose quotidiane.. e non me ne spiego la ragione… E’ come se ci fosse una porta chiusa, una tenda che impedisca alla mia anima di godere delle cose, come se fossi un po’ spenta..

Strani momenti di felicità

Ho passato un weekend al buio, pieno di momenti preziosi che non ho saputo assaporare… siamo stati ad una mostra su Paperino, abbiamo passeggiato per il borgo, siamo stati al mercato.. ed io ero infelice… era come se non mi bastasse, o se non riuscissi ad afferrare il momento. Una frenesia. Incapace di essere lì ed ora. E poi a casa guardavo fuori dal balcone il verde smeraldo che brillava al sole e mi attirava fuori, smaniavo…
Qualcosa che scalpitava dentro di me, qualcosa che voleva ma non sapeva neanche lei cosa..
Poi la settimana è ripresa.. ed eccomi lì, seduta nella sala d’attesa del medico. Scorrevo con lo sguardo le persone sedute, le mattonelle del pavimento, sentivo le voci. E mi sono sentita felice, lì, nella mia vita.
Ed ancora a casa, ero lì che pulivo la cucina e mettevo la lavastoviglie e di nuovo quella sensazione di pienezza, quasi di gioia.
Cerco di comprendere, ma onestamente fatico…
E’ come se il piacere, o la ricerca del piacere, mi rendessero infelice per ingordigia, mentre quando non c’è nulla da afferrare, allora si riesco ad acquietarmi ed a godere del viaggio…

Il mio non-compleanno

Anche quest’anno, ieri sera, abbiamo festeggiato il mio non-compleanno.
Per chi non lo ricordasse, il giorno del mio compleanno pranzo coi miei, con tanto di torta, per farli contenti, poi appena possibile si va a cena solo noi tre e per me quello è il vero “festeggiamento”…
Confesso che quest’anno è stato a rischio… non so, forse perchè ho avuto un po’ di febbricola, ho una piccola infezione al piede, insomma non sto benissimo.. oppure per semplice apatia… fatto sta che avevo già deciso che non avevo voglia. C’era una vocina, dentro, a dirmi che non ne valeva la pena, che erano soldi buttati e che tanto valeva rimanere a casa come al solito.
Poi però ho colto un momento di entusiasmo per telefonare e prenotare il ristorante la sera stessa.
Non è iniziata benissimo.. capatina in guardia medica per via del piede, strada tutta curve che mi ha fatto venire un bel po’ di nausea..
Però, poi…
Locale tranquillo, poca gente, cameriere educato e discreto. Mobili antichi e pareti in pietra. Ci siamo presi tutti e tre per mano e abbiamo cantato “Tanti auguri a te” e in quel momento, ho assaporato al felicità: è stato come un flash.. guardavo il mio bambino che cantava sorridente con gli occhi luminosi, mio marito, la leggerezza che saliva da noi in quell’istante, ed ero esattamente dove volevo essere.. avevo tutto!
Eravamo nel paese d’infanzia di mio marito e sulla via del ritorno mi ha raccontato un po’ delle cose che faceva da bambino.. ecco perchè abbiamo bisogno di questi momenti, ogni tanto, momenti fuori dai soliti ritmi, dalla routine, dalla tv accesa e dai soliti discorsi.. momenti un po’ più intimi, discreti e morbidi…

Il momento perfetto

Il momento perfetto a volte lo intravedi, fra le pieghe delle cose semplici…

Come quella sera, che il marito non era a casa, ed io ero col mio topolino a giocare nella sua cameretta. facevamo magie con le bolle di sapone, giocavamo a riprenderle o farle rimbalzare. E fuori pioveva, ma era solo un dolce suono di sottofondo perchè noi avevamo acceso lo stereo con le sue canzoni preferite: ascoltavamo Supercalifragilistichespiralidoso, e I due Liocorni. E ridevamo quando le bolle di sapone ci scoppiavano addosso.

Questi, si, sono momenti perfetti…

Eppure sono felice

Papà probabilmente si dovrà operare a breve… prima dell’intervento cardiaco dovrà fare l’aorta addominale. Ha 80 anni, non so se possa reggere tutto questo.. stamattina ho litigato con mamma proprio per questo: è diventata troppo fatalista, si affida senza nemmeno chiedersi come e perchè, non fa domande ai medici.

La sua reazione è stata la solita. “Allora non andiamo al centro commerciale”. Mi riaccompagna a casa e fa l’offesa pensando di distruggermi dentro come quand’ero piccola.

Sono le 9. Faccio una lunga doccia calda, poi accendo la radio su un canale che trasmette solo vintage italiano. Un po’ di pedicure. Mi vesto e sistemo un po’ casa. Poi mi siedo fuori in terrazza, sulla sdraio comoda coi cuscini… c’è un bel sole, l’aria è vagamente tiepida. Leggo un po’ di blog dal telefonino, guardo le montagne, ascolto frusciare le foglie degli alberi.

Mio marito lavora tutto il giorno, ci vediamo poco e lui è sempre stanco e nervoso.

Mio padre potrebbe morire, anche a breve termine.

Recuperare un rapporto meno astioso con mia madre ormai è sempre più impensabile.

Eppure, l’aria e tiepida ed io sono felice… perchè la felicità non è un’emozione, ma un modo di essere, e si può imparare…