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Mai “desiderata”

Lavorando con l’elemento aria, elemento della mente e del pensiero, mi sono trovata a riflettere sulle volte in cui nella mia vita mi sono battuta per un obiettivo, ho combattuto per un’idea o un proposito.
Orbene, in fede mia, non è mai accaduto da che ricordi…
Di grandi passioni, obiettivi da raggiungere, progetti non ne ho mai avuti.
C’era quello di tornare a casa, a Parigi, una volta finiti gli studi, ma era più un sogno che altro… poi, ho seguito il corso delle cose.. ho conosciuto mio marito, mi sono trasferita in un luogo diametralmente opposto a quelli che covavo nella mia mente, e ho costruito la mia vita. Una vita felice, che mi assomiglia. Perchè, ecco, la mia non è come potrebbe sembrare una forma di inedia o apatia, è fiducia. Fede cieca in quello che accade.. i profani lo chiamerebbero destino, gli esoteristi “chic” lo chiamano darma… io, semplicemente, ho fiducia che ci sia una strada giusta per ciascuno di noi, e che ascoltando i segnali che la vita ci invia senza ostinazione, senza sobbaracarli di desideri e aspettative, questa strada la troviamo e la seguiamo. E lì, proprio lì, risiede la vera felicità.
Pensando alle persone, poi, neanche per loro mi sono battuta…
Avevo una migliore amica, al liceo, anche se la sua presenza al mio fianco m tarpava le ali e spegneva la mia luce.. però l’amavo, lo sa il cielo se l’amavo… ma quando siamo diventate troppo diverse e le nostre strade hanno preso altre direzioni, ho lascito che ci allontanassimo. Un po’ di nostalgia c’è, rimpianto no… non era più il tempo…
Poi ho avuto un amore, uno di quelli che dilaniano il cuore fino a farlo sanguinare… lui, forse, è il mio unico rimpianto… per non rovinare quella strana amicizia che c’era fra di noi, o forse anche per tenerlo lì solo da guardare bello come un quadro, non ho mai fatto nulla per entrare nella sua vita. Credo che ci saremmo visti fuori dalla routine universitaria solo un paio di volte… ho costruito un poema di emozioni, intorno a lui, ma non ho mai lasciato che ci avvicinassimo più di tanto. Il suo atteggiamento era ambivalente, quindi non ho mai saputo (nè saprò mai) se abbia mai provato qualcosa per me. Mi sono “dichiarata”, si, ma quando ormai l’università era finita e ci sentivamo solo ogni tanto su Messenger ed è rimasta una cosa sospesa. Nemmeno per lui ho intrapreso battaglia, e questo sì, è un rimpianto.. una ferita che, al di là dei sentimenti cambiati, continua a bruciare, al punto che non sono riuscita neanche a tenerlo fra i contatti facebook. Ricordo l’ultima volta che ci siamo visti, lui già sapeva.. ricordo un abbraccio lunghissimo dal sapore di addio. Siamo stati favola, leggenda, non siamo stati mai e questo è forse l’unico nodo della mia vita…
Per il resto, per la prima volta mi sento fiera di me… ho sempre anelato, quasi meta impossibile, ad essere come fiume che scorre.. ebbene, forse, inconsapevolmente, lo sono sempre stato…

Segni e disegni

Sono sempre stata bravissima interpretare e seguire fiduciosa i segni che mi indicavano la via… è così che ho scelto la specializzazione, ed è anche così che ho concepito mio figlio.

Però a volte è più dura… non perché non riesca ad avere fiducia nella strada che guida i miei passi, quella è incrollabile: è di me che non mi fido. Della mia capacità di interpretarli scevra da paure o speranze tutte personali, scevra da pensieri e pulsioni che potrebbero indurmi in errori di lettura e d’azione…