La mamma di sabbia

Sono al mare, sul bagnasciuga…. giochiamo con le formine a fare sculture di sabbia da distruggere annaffiandole. Sono coperta di sabbia bagnata, praticamente lercia, e so già che stasera me la ritroverò anche nel costume.
Alzo gli occhi, mi guardo intorno… Sono l’unica. Vedo altre mamme: per lo più sono in piedi, a guardare i loro figli… tutt’al più sedute, quasi rannicchiate, su un asciugamano non troppo vicino alla riva.
Non lo so, non capisco…Io un figlio l’ho fatto per questo, è questo che sognavo fin da bambina: giocare, stare insieme, fare cose, essere complici.
Crescerà, avrà le sue cose da fare, e magari, chissà, l’abitudine di questi momenti gli darà la voglia di passare ancora un po’ di tempo con me.
Per ora, non posso fare a meno di chiedermi che lo fai a fare, un figlio, se non per condividere momenti?

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Biancheggiare

Mi è venuta un po’ di malinconia.. le vacanze stanno finendo, e di nuovo quella sensazione di tempo che scivola tra le mani, di non goderne mai abbastanza. E poi.. e poi gli Dei mi hanno regalato la neve.

Ha fioccato per due giorni.

Anche se a terra non se n’è posata tantissima, ne abbiamo avuta abbastanza per fare un piccolo pupazzo, per giocare a raccoglierla e tirarcela… non ho mai giocato con la neve, la prima volta che l’ho incontrata ero già troppo grande ed il mio cuore era ancora troppo piccolo per farlo.. ma in questi due giorni…in questi due giorni ho avuto la mia neve, i miei giochi, la mia battaglia a palle di neve…

Ieri avevo anche deciso, guardando le energie sull’agenda, di fare una piccola purificazione personale. Ma fra i vari accidenti quotidiani e la famiglia per tutto il giorno non ne ho avuto il tempo.. e ieri sera mi sentivo sporca, arrabbiata anche, delusa da me e dal tempo che non riesco a strappare.

E poi…

E poi il marito era in salone, il bambino nel lettone a guardare i cartoni. Ho preso il mio Libro delle Ombre, il calice, il sale, l’athame.. e lì, proprio lì, ai piedi del letto mentre lui guardava la tv, ho fatto il mio piccolo rituale.

Ed ho compreso.

Pensavo di distrarmi, pensavo di non entrare in profondità coi cartoni in tv, il bambino sul letto, e invece in un attimo si è palesata la magia: ero io, il mio calice alzato, l’acqua che riluceva.. ed ho compreso che so farlo, so muovermi fluidamente fra i mondi senza bisogno di sovrastrutture, e che a bloccarmi è solo la paura di non saperlo fare.

Sono andata a dormire.. ero pulita, ma pulita davvero adesso… nuvole nere si diradano in lontananza. Rain respira…

Il momento perfetto

Il momento perfetto a volte lo intravedi, fra le pieghe delle cose semplici…

Come quella sera, che il marito non era a casa, ed io ero col mio topolino a giocare nella sua cameretta. facevamo magie con le bolle di sapone, giocavamo a riprenderle o farle rimbalzare. E fuori pioveva, ma era solo un dolce suono di sottofondo perchè noi avevamo acceso lo stereo con le sue canzoni preferite: ascoltavamo Supercalifragilistichespiralidoso, e I due Liocorni. E ridevamo quando le bolle di sapone ci scoppiavano addosso.

Questi, si, sono momenti perfetti…

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