Vecchia e nuova

Tutto quel torpore, quel lacerarsi dentro, mi ha portato a toccare quell’estremo che temevo non avrei mai raggiunto.
E la scorsa notte, l’ho fatto.
Fame d’aria, la mia, disperazione… Ed ho fatto quello che per tanto tempo avevo rimandato.
Quell’incantesimo di trasformazione che ad ogni luna piena soffocavo dentro di me, utilizzando palliativi per non esprimere il desiderio vero.
Nel calderone, come simbolo della trasformazione, ci ho messo di tutto. Tranne quello di cui davvero avevo bisogno, censurato ai miei stessi occhi.
E stanotte è accaduto, naturalmente, senza paura o esitazione. Sono andata in corridoio, ho sfogliato sicura l’album.
Stanotte, nel calderone, c’era una foto… La foto della mia laurea, in piedi nel salone in legno dove ho festeggiato, lunghi boccoli rossi e quella gonna tanto cercata… A ruota, lunga alle caviglie, marrone con ricami d’oro e orlata d’oro e pizzo nero. Che gioia comprarla, indossarla…
Stanotte l’energia è stata nuova: non avevo mai sentito il desiderio caricare tanto le mie intenzioni, non ho mai avuto tanta volontà. E ho avuto visioni, durante l’incantesimo, dei flash… Ho visto la mia mano su una maniglia, aprire una porta che sapevo chiusa. Forse la stessa che nelle mie trance della memoria non sono mai riuscita ad aprire. Ho visto l’immagine dell’uomo che mi ha cambiata, inclinata dentro, sgretolarsi e diventare cenere, e per la prima volta mi sono sentita libera da lui. Ho visto me attraversare uno specchio, come un velo d’acqua, ed uscire dall’altra parte.
Oggi sono nuova. Oggi sono vecchia.

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Ricordi svuotati

L’intento era di liberarmi di questa malinconia del passato che mi accompagna praticamente da sempre… Avevo sentito che c’era qualcosa di diverso…
Ed infatti quel rituale che ho fatto la settimana scorsa, quello molto “ispirato”, ha avuto effetti portentosi.. forse troppo, forse non ero pronta.. attenta a quello che desideri, diceva qualcuno…
E adesso?
Adesso mi ritrovo che se anche volontariamente vado a cercare luoghi, persone, situazioni della mia storia a cui sono legata le percepisco come immagini non mie, distanti ed asettiche… mi ci attardo anche ma nulla, nessuna stretta al cuore, nessun rimpianto…
Come mi sento?
Non saprei.
Mi sento libera, finalmente leggera… senza più fardelli sul cuore inizio a spiegare le ali e respirare a pieni polmoni.. però… però vacillo, mi sento fuori equilibrio. Perchè io ho sempre fondato tutto il mio essere sul passato, a quello ancoravo la mia anima e le mie sensazioni. Ora sono un po’ smarrita, sono un palloncino scivolato via dalle mani di un bambino che esplora il cielo immenso ma non sa bene disegnare la rotta…

Esplosione di potere

Mi sembra di non avere il tempo di fare nulla.. le cose si accumulano, tutto rimane sospeso.
Così, questo mese, mi sono persino ritrovata a saltare il rituale di luna nera.. e continuavo a sentire dentro questo piccolo tormento, questo appuntamento mancato, questo senso di non finito. Poi mi sono resa conto che c’è anche qualcosa che ho disperatamente bisogno di mandare via.
Mi sono resa conto che non è che non abbia tempo, ma che non colloco i vari impegni nel momento giusto. Mi sono resa conto, ad esempio, che la sera (come sarebbe d’uopo) mi è praticamente impossibile praticare: col marito guardiamo la tv fino a tardi, i bambino vuole letta la storia della buonanotte, ed io poi crollo dal sonno.
E allora, visto che comunque sono una strega libera, ho deciso di spostare le mie cose alla mattina: una mezz’oretta a casa la trovo sempre.
Ed ho anche deciso di levarmi questo tarlo così oggi, con una settimana di ritardo ma chi se ne importa, ho fatto il mio rituale.
E, forse per il tanto bisogno che ne avevo, è stata un’esplosione.
Sono tornata a casa, ho messo lo sgabellino in salone con su il calderone e la candela, ho abbassato le serrande e.. boom… mi è venuto spontaneo alzare il mio canto di potere, cosa che non faccio quasi mai, forte sempre più forte.. sentivo l’aria tremare e l’energia salire, farsi solida nelle mie mani… sentivo di essere trasfigurata… Ad alta voce ho enunciato (altra cosa che non faccio mai) le intenzioni, la volontà, ed ho bruciato il foglio.
Quando sono uscita in balcone col calderone a buttare nell’aiuola di sotto la cenere c’era il mio vicino che portava fuori il cane. Mi ha guardato interrogativo… in genere evito di farmi notare… l’ho guardato per un attimo, poi ho sorriso e l’ho salutato.
Mi sento ancora piena, sazia, l’aria trema intorno a me… per la prima volta, mi rendo conto, ho davvero assaporato il potere e non voglio perderlo mai più…

Nel calderone

Nel calderone della trasformazione, la scorsa luna piena, ho messo due oggetti. Due statuine.
La prima,è una piccola strega coi capelli verdi, con tanto di cappello a punta tutto giallo, scopa e calderone. La seconda, è un vecchio saggio giapponese seduto nel suo saio.
Ecco l’incantesimo, l’intenzione che ho espresso… ecco le mie due volontà, le mie due priorità: l’allegra magia e la saggezza dell’anziana.
Ho preteso troppo?
Non saprei.. per ora i semi sedimentano nella nuda terra dell’anima, in attesa del prossimo raccolto… e ammetto che, se sto ritrovando “la strega colorata”, il vecchio saggio mi appare ancora come un miraggio lontano. Troppo spesso cedo a pulsioni che mi allontanano da me stessa, troppo valore ancora dò a piccole cose vanesie, troppo poco traggo da questa vita…

Biancheggiare

Mi è venuta un po’ di malinconia.. le vacanze stanno finendo, e di nuovo quella sensazione di tempo che scivola tra le mani, di non goderne mai abbastanza. E poi.. e poi gli Dei mi hanno regalato la neve.

Ha fioccato per due giorni.

Anche se a terra non se n’è posata tantissima, ne abbiamo avuta abbastanza per fare un piccolo pupazzo, per giocare a raccoglierla e tirarcela… non ho mai giocato con la neve, la prima volta che l’ho incontrata ero già troppo grande ed il mio cuore era ancora troppo piccolo per farlo.. ma in questi due giorni…in questi due giorni ho avuto la mia neve, i miei giochi, la mia battaglia a palle di neve…

Ieri avevo anche deciso, guardando le energie sull’agenda, di fare una piccola purificazione personale. Ma fra i vari accidenti quotidiani e la famiglia per tutto il giorno non ne ho avuto il tempo.. e ieri sera mi sentivo sporca, arrabbiata anche, delusa da me e dal tempo che non riesco a strappare.

E poi…

E poi il marito era in salone, il bambino nel lettone a guardare i cartoni. Ho preso il mio Libro delle Ombre, il calice, il sale, l’athame.. e lì, proprio lì, ai piedi del letto mentre lui guardava la tv, ho fatto il mio piccolo rituale.

Ed ho compreso.

Pensavo di distrarmi, pensavo di non entrare in profondità coi cartoni in tv, il bambino sul letto, e invece in un attimo si è palesata la magia: ero io, il mio calice alzato, l’acqua che riluceva.. ed ho compreso che so farlo, so muovermi fluidamente fra i mondi senza bisogno di sovrastrutture, e che a bloccarmi è solo la paura di non saperlo fare.

Sono andata a dormire.. ero pulita, ma pulita davvero adesso… nuvole nere si diradano in lontananza. Rain respira…

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