Ho sentito l’odore del porto

Questa mattina abbiamo avuto un assaggio d’estate…
Le finestre aperte, le serrande semi-abbassate per non far entrare le mosche…
Ho sistemato le sedie sul terrazzo e ci siamo messi a giocare a carte lì, io e il mio bambino.
E sono tornate folate di ricordi…
I pomeriggi d’agosto al mare, durante le vacanze, quando dopo la mattinata in spiaggia dovevi per forza dormire per poi andare a prendere un gelato la sera, e si stava tutti in mutande nel lettone. Ricordo che strane sagome facevano i rami degli alberi proiettando la loro ombra sulla parete, mentre aspettavo di addormentarmi…
La festa del paese, negli anni del ginnasio: vestirsi carina ed uscire con gli amici, andare a zonzo tutta la sera, e quella compagna che partecipava alla processione e voleva essere vista…
Le passeggiate, di notte, sulla spiaggia.. sedersi sui lettini o sull’altalena, e quegli orrendi profumi al gusto di caramella che ci piacevano tanto…
Pochi, felici ricordi di quel periodo della mia vita, di quella parentesi attraversata di fretta…
E per un attimo, mi è sembrato persino di sentire l’odore del porto.. la salsedine, i ristoranti di pesce, le soste sul camminamento dell’alto muro che divideva il porto dalla costa perchè dovevamo stare lontane da tutto e da tutti…

Adesso il cielo è tornato grigio. I ricordi non hanno più odori, sono sfumati.

Però, giuro, ho sentito l’odore del porto…

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Il mare era così lontano…

E’ successo una notte, la scorsa estate.

Ero sul balcone, lo sguardo perso nell’immenso e nelle montagne. Ascoltavo “les  joggers sur la plage” di Biolay quando, all’improvviso, il ricordo del mare. La sensazione delle onde mentre camminavo sul bagnasciuga, il calore del sole, il rumore dello scialacquio… da quant’era, che non vedevo il mare?

Anni. 3 o 4 forse.

Io ci sono cresciuta, col mare. Da bambina ci andavamo ogni estate. Poi, dopo che ci siamo trasferiti, anche in inverno… e poi “l’estate” per me è iniziata a cominciare a maggio e finire a settembre.

Poi.. poi il mare un po’ più lontano (ma nemmeno tanto), il marito che non lo ama, il bambino piccolo.

Ed eccomi lì, una notte, con la sensazione di averlo perso per sempre, di non poterlo più ritrovare, perduto nei meandri del passato chissà dove. E nel petto un dolore forte, fortissimo, dilaniante… l’anima che soffocava.

E, il giorno dopo, al mare ci sono tornata. Con mamma. Abbiamo caricato la macchina e siamo tornate la sera…

E poi ci siamo andate ancora, e ancora… e me lo ricordo, quel primo giorno, come tornare a casa… guardavo le onde e me ne riempivo, come per la paura di perderlo, e il sollievo quando ha accarezzato i miei piedi incerti…

E il mare, all’improvviso, non era più così lontano…

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