Visita ai morti

L’altro giorno siamo stati al cimitero…
Credo che la pratica assidua mi abbia resa più sensibile, di nuovo ricettiva… mentre andavamo via, e passavamo accanto a tutte quelle tombe, sentivo un fremere, un brulicare.
Poi, qualcosa che non era mai accaduta prima: ho posato lo sguardo su un percorso laterale, distrattamente, ed una delle tombe ha attirato la mia attenzione, quasi mi attraesse magneticamente.
Non ho detto nulla a mio marito, ormai ha fatto l’abitudine a me, e mi sono incamminata da sola verso quella tomba… non so chi fosse, però ho fissato gli occhi in quella piccola fotografia a colori ed ho provato qualcosa, compatercipazione.
E l’ho sentito. Ho sentito il tormento di quell’uomo, la sua preoccupazione per alcuni suoi crucci che non riferirò, neanche qui.. ed ho provato a mandargli qualcosa, rassicurazione, presenza… forse ci sono riuscita, forse lo saprò la prossima volta…
Poi sono tornata indietro, mio marito non mi ha chiesto nulla.
Ed io mi sentivo… a posto… una sensazione che credo di aver provato raramente nella mia vita. Forse perchè raramente, nella mia vita, non importa in quale contesto, mi sono concessa la libertà di fare quello che sentivo di dover fare!

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Una parola detta piano

L’altra sera siamo usciti a cena con una coppia di amici… lei, mi piace molto: non è una mia intima amica, però c’è affinità… dirò, è una di quelle pochissime persone con cui sento di poter essere completamente me stessa senza remore, senza maschere, senza difendermi.
Comunque sia, a un certo punto mi ha chiesto quanti anni avessi. Una domanda che mi ha sempre messo in difficoltà. Ma mentre di solito temporeggio, questa volta ovviamente sono stata di disarmante sincerità: “Aspetta.. in che anno siamo?”.
Perchè è vero, e gliel’ho spiegato, che non ho mai saputo rispondere a questa domanda.. un meccanismo mentale strano, il mio, come se non sapessi tenere il passo del tempo che scorre, o non vi dessi peso: ogni volta devo focalizzare l’anno in corso e poi farmi il conto!
Quindi, stavamo ridendo di questa cosa, quando mi sono sentita dirle: “Scusami sai, è che io vivo totalmente in un altro mondo”… boom.. detto così, con semplicità, ad alta voce, come la cosa più naturale, ed è stata una sensazione bellissima di libertà.
Forse qualcosa sta cambiando davvero, forse Rain sta sorgendo…

In equilibrio fra i mondi

Ho rischiato di non celebrare, nemmeno questa volta… l’ho fato solo perchè costretta dal piccolo, che ormai aspettava con ansia… poi, mentre ero lì nel cerchio, di nuovo quella sensazione di tornare a casa: stavo lì, con la candela rozza alzata agli Dei, e mi sono sentita piena e grata…

Non è la prima volta che succede.

Ho sempre creduto fosse una forma di inedia, di pigrizia.. invece, stavolta ho capito.

Prima di celebrare sono uscita un po’ sul balcone a rilassarmi.. l’aria pungente, le montagne nel loro manto di nuvole e buie.. e ho capito.. Ho capito che mi risulta dannatamente difficile passare da un mondo all’altro, non so però se sia un mio reale limite o se sia io che come mio solito pretendo esperienze troppo totalizzanti: non riesco a star lì, cucinare, mangiare, sgridare il bambino che non vuole il pollo, sparecchiare con la partita in tv… e poi, così, all’improvviso, entrare nel Regno Sottile.. cambiare me, lasciar emergere La Strega.. cambiare il mio stato mentale, la predisposizione dell’animo.. come se da lì, dalle beghe quotidiane, il velo tra i Mondi diventasse pietra impenetrabile.

Ho il problema.. ora… ora non resta che comprendere, trovare la strada – la storia della mia vita -, imparare a danzare tra i Mondi su alo di falena…

 

Figlio di strega

Mio figlio è un bambino magico.

Mio figlio è stato concepito intorno al 31 di ottobre.

Mio figlio è abituato al mondo sottile, alle celebrazioni, e anche alla morte e all’assenza. Però, a volte mi sorprende… come l’altro giorno.. stavamo facendo bolle di sapone, quelle – sapete -che “vanno da Dio”, quando all’improvviso lui mi guarda e, come fosse la cosa più naturale di questo mondo, mi chiede_

  • Mamma, quando andiamo da zio A.? Devo dirgli una cosa

Lo zio è morto esattamente un anno, erano molto legati e più di una volta siamo andati al cimitero a trovarlo… io non ho chiesto cosa debbano dirsi, sono affari loro.. probabilmente in questo periodo la sua essenza è più forte, probabilmente è stato lui a farsi percepire dal suo nipote preferito.

Però è bello sapere che. anche lui, vive con naturalezza a cavallo fra i mondi!

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