Cosa volete dirmi?

L’infezione all’alluce si è aggravata improvvisamente nel giro di poche ore… Adesso è gonfio e rosso..
Ho la tosse da settimane, forte, da dare di stomaco…
Ma non è solo questo… piccole cose, certo, ma fatico a ricordare un momento della mia vita in cui fossi sana… Qualche dolorino di varia natura, infezioncine varie… inizio a pensare che non sono solo cagionevole. Io che credo che tutto abbia un senso, penso che c’è qualcosa… qualcosa che devo apprendere ma non comprendo, qualcosa che continuo a sbagliare.
Mi sento esausta. E smarrita.
Ne ho parlato con una sorella, mi ha aiutato a riflettere.
Sul fatto che non ho cura di me, ed è vero anche se ultimamente sto migliorando…
Sul fatto che non mi ascolto.
Il piede… Un passo che non riesco a fare… Ed ha senso anche questo anche se mi sembra di aver quantomeno preso una direzione…
Non lo so, ho paura di non saper ascoltare, ho paura della piega che può prendere questa cosa…

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Lavorare sul karma

Ieri sono stata a un funerale.
Quando capita di trovare un sacerdote intelligente, un “sacerdote vero”, come dico io, è un piacere ascoltare l’omelia… un arricchimento, anche per me.
Non starò qui a riportare l’intero discorso, era una riflessione sul senso della vita in accezione cristiana.. ed io, come faccio sempre, ho usato gli spunti per avviare riflessioni mie personali. E sono tornata a casa rasserenata, quasi felice.
Ripensando agli inizi di questa mia esistenza, si è avviata sotto i peggiori auspici: sono stata piena, fino a non molti anni fa, di intuizioni che ero incapace di ascoltare e comprendere, di vuoti da colmare, inadeguatezze.. che karma terribile mi portavo dietro!
Ebbene, mi rendo conto che negli ultimi anni ho lavorato tantissimo sulla mia anima. Credo di aver trovato, ed inseguito, il mio dharma. Credo che, anche se di strada ce n’è ancora tantissima da fare, ho già dato una bella “ripulita” al mio karma. Credo che sto crescendo, evolvendo…
Credo, e da qui quella nuova sensazione di benessere, che la prossima vita inizierà sotto migliori auspici…

Meditazione di Ecate

Meditazione di Ecate.. era tanto che non tornavo da lei.
E, questa volta, era tutto diverso…
Per la prima volta mi vedevo per come sono, non idealizzata, con tanto di occhiali…
Sono arrivata alla caverna, e l’ingresso era un abisso nel quale mi sono gettata senza paura, nel ventre molle della Madre.
E, anche lì, era tutto diverso… tutto molto “etnico” direi: acchiappasogni, piume, tappeti.
Il percorso che sto facendo sta cambiando le cose, sto comprendendo il senso di darsi una forma, un’immagine simbolica ma definita di sè, di usare le forme e le prassi per orientare lo spirito in una direzione.
Entrare nel calderone, questa volta, è stato brutale… la sua mano che mi teneva sotto l’acqua, la mia anima che soffocava.. e sono tornata nel regno dei ricordi… ho rivisto tutta la mia storia, tutto il mio passato, ed ho compreso che dovevo staccarmene. Ho capito che continuo a vivere in un eterno passato, come se la mia infanzia, l’adolescenza, e tutte le mie storie di ieri fossero ancora qui, vive e presenti.
Quando sono riemersa, Ecate mi ha avvolto in pelle di serpente e mi ha dato il falcetto… mi ha chiesto se fossi davvero pronta, ed io per la prima volta in vita mia lo ero davvero. Ed ho tagliato, ho chiuso, ho superato.
Mi sembra ancora di sentire la sua voce, mentre io ero lì, nuova, a guardare la vallata da una fessurazione del dirupo. Sento ancora la sua voce: “Dimentica ciò che eri, diventa ciò che sei”

Gli occhi sul cammino

Ieri è stata una giornata difficile… è venuto mio fratello, su cui stendiamo un velo pietoso.. nel pomeriggio siamo stati da mia cognata, poi la sera pizza..

Insomma, sono arrivata a sera molto stanca, poi marito era già a letto perchè nel salone avevo gli ospiti che dormivano sul divano.. però… però seguire il cammino mi fa star bene…

Ho fatto addormentare il bambino e poi lì, nel letto, mentre marito guardava la televisione, ho sistemato l’agenda con gli “eventi magici” della prossima settimana, poi ho preso il Libro delle Ombre e recitato le mie preghiere a Ecate Anziana: era il suo giorno, il giorno perfetto… e mi ha fatto stare bene…

Mi fa stare bene essere me stessa, disseminare la mia vita di piccole tracce, tenere gli occhi fissi sul cammino. Mi fa stare bene, soprattutto, scoprire che non c’è più separazione, che i due mondi possono fondersi e coesistere pacificamente come non avrei mai creduto possibile.

 

Anno nuovo, tempo vecchio

Non credo più nel Capodanno da parecchio tempo, ormai… da quando il mio percorso mi ha portata a trasferire le attese, il senso di trasformazione e rinnovamento, al loro più congeniale momento ottobrino. Ho già lasciato andare, ho già iniziato il nuovo.

Però, visto che molte persone da anni caricano il primo gennaio delle medesime intenzioni, un po’ di magia nell’aria ormai si è caricata e mi piove addosso…

Una notte tranquilla, noi tre… la tavola imbandita, le pizzette, lo spumante, le stelle filanti.. la musica, i balli, la nostra festa…

Io, ho iniziato la nuova agenda.. è una cosa che mi ha sempre emozionato, come quando a scuola compravi il diario nuovo e presagivi la vita che vi avrebbe confluito dentro…

Sto provando a delineare un cammino spirituale che mi dia serenità, che mi somigli, che mi dia quell’equilibrio e quell’ordine cui la mia anima anela… qualcosa di non troppo impegnativo, non vincolante perchè altrimenti poi lo spirito inizia a sbattere le ali per volarsene via in cieli più tersi.

Ieri, ad esempio, era la giornata che gli antichi dedicavano a Zeus, così la mattina ho recitato una bella preghiera… una di quelle arcaiche, nate dallo spirito di quei padri greci da cui è nato tutto.. mi ha fatto stare bene: è stato come divenire un tassello, e roteando andare a collocarsi in un preciso luogo del tempo e dello spazio. Darsi un senso, nell’equilibrio del cosmo.

Oggi nulla… un nulla che sa di attesa, di godimento dei frutti seminati ieri.. un nulla che è come quella luna nel cielo, che alterna momenti di pienezza ad altri di stasi e quiete… come la terra, che ciclicamente fiorisce e poi riposa nelle sale della morte.

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