Rain va a messa

Quando mi capita di andare a messa, con mio marito, riesco a partecipare a quasi tutte le pratiche: infondo, l’Ave Maria è una preghiera alla Dea Madre, e il Padre Nostro al Dio… cambio solo la posizione delle mani perchè no, non ci riesco proprio a invocare il maschile a mani aperte!
Poi, c’è lo scambio del segno di pace… quella è la parte migliore perchè io, sottovoce, non pronuncio la parola “pace” ma sussurro “benedizioni”. Nessuno se ne accorge, ma l’energia passa comunque!
Solo in una situazione, rimango totalmente estranea: il credo… quello no, quello sarebbe una mancanza di rispetto, sarebbe mentire alle mie ed alle loro essenze divine. E allora, rispettosamente, mi taccio…

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Anno nuovo, tempo vecchio

Non credo più nel Capodanno da parecchio tempo, ormai… da quando il mio percorso mi ha portata a trasferire le attese, il senso di trasformazione e rinnovamento, al loro più congeniale momento ottobrino. Ho già lasciato andare, ho già iniziato il nuovo.

Però, visto che molte persone da anni caricano il primo gennaio delle medesime intenzioni, un po’ di magia nell’aria ormai si è caricata e mi piove addosso…

Una notte tranquilla, noi tre… la tavola imbandita, le pizzette, lo spumante, le stelle filanti.. la musica, i balli, la nostra festa…

Io, ho iniziato la nuova agenda.. è una cosa che mi ha sempre emozionato, come quando a scuola compravi il diario nuovo e presagivi la vita che vi avrebbe confluito dentro…

Sto provando a delineare un cammino spirituale che mi dia serenità, che mi somigli, che mi dia quell’equilibrio e quell’ordine cui la mia anima anela… qualcosa di non troppo impegnativo, non vincolante perchè altrimenti poi lo spirito inizia a sbattere le ali per volarsene via in cieli più tersi.

Ieri, ad esempio, era la giornata che gli antichi dedicavano a Zeus, così la mattina ho recitato una bella preghiera… una di quelle arcaiche, nate dallo spirito di quei padri greci da cui è nato tutto.. mi ha fatto stare bene: è stato come divenire un tassello, e roteando andare a collocarsi in un preciso luogo del tempo e dello spazio. Darsi un senso, nell’equilibrio del cosmo.

Oggi nulla… un nulla che sa di attesa, di godimento dei frutti seminati ieri.. un nulla che è come quella luna nel cielo, che alterna momenti di pienezza ad altri di stasi e quiete… come la terra, che ciclicamente fiorisce e poi riposa nelle sale della morte.

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