Giorni d’estate

È stata una giornata piena, vissuta, quella di ieri. Una giornata da sentirsi vivi, una giornata d’estate di tanti anni fa.
Siamo stati al mare tutto il giorno, il mare era mosso e ci siamo divertiti con le onde…e poi il cielo si è coperto di nuvole ed il mare con quei riflessi grigi è diventato ancora più bello.
Quando siamo tornati, abbiamo fatto in fretta una doccia e siamo andati a fare la spesa… Il tempo di sistemarla e cambiarci e siamo andati in pizzeria con amici che non vedevamo da un po’.. tavoli in giardino, piccola area giochi per i bambini, chiacchiere meravigliosamente inutili e partita a calcio balilla padri /figli.
Un giorno che sembra durato un’eternità, una vacanza…

E adesso sono qui, a stendere i panni nel silenzio di una mattina d’estate, la mente assorta nel frinire dei grilli, come a riappacificarmi con la mia quiete dopo una buffa ubriacatura…

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A braci spente

In questi ultimi giorni, prima di togliere l’albero di Natale, l’ho tenuto spento.. una sensazione sottile difficile da descrivere: la sera, vedere il mio gigantesco albero al buio, era come riposarsi da un viaggio.. come il fumo e le braci rimaste dopo i fuochi di Yule (o Natale che dir si voglia).
Una sensazione di quiete, dopo i fasti e le luci dei giorni trascorsi.
Come quella luna nera, capitata proprio a ridosso della chiusura delle feste.. luna nera che ho celebrato, come non facevo da tempo: il cielo silenzioso, la candela accesa, il fumo che usciva denso e acre dal calderone, attraversava le mie mani ed impregnava di sè la stanza. Come a purificare, a rendermi nuova…

Il rumore della notte

Mi è sempre piaciuto, il rumore delle camere da letto durante la notte.

Ci avete mai fatto caso?

Nel buio, nel silenzio costante dei respiri dormienti, si sente ogni tanto un sospiro più lungo, il fruscio di lenzuola e cuscini che si adattano a un movimento involontario.

A volte, quando mi sveglio in piena notte, mi piace rimanere qualche minuti lì ad ascoltarlo, ad ascoltarmi.. per me è un momento topico anche nei film… mi trasmette un senso misto di quiete, tranquillità. Quella sensazione di essere al sicuro.

L’ora che non esiste

Mi piace fare la doccia intorno a mezzanotte, soprattutto in inverno… abbiamo visto un film o due, il bambino è a letto, il marito di là in salone.

L’acqua bollente riempie la stanza di vapore: i contorni si fanno indefiniti, gli oggetti quotidiani quasi irreale. Nessun rumore e… e là che si consuma la magia: quel luogo, quel momento, non esiste più. Diventa come sospeso al di fuori del tempo e dello spazio e riesco quasi a percepire il velo fra i mondi schiudersi, quel poco che basta per avere un’intuizione di eternità.

E tutto il resto ritrova la sua dimensione di piccolezza, di futilità, di fronte all’immensità al di fuori del tempo.

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