Giorni d’estate

È stata una giornata piena, vissuta, quella di ieri. Una giornata da sentirsi vivi, una giornata d’estate di tanti anni fa.
Siamo stati al mare tutto il giorno, il mare era mosso e ci siamo divertiti con le onde…e poi il cielo si è coperto di nuvole ed il mare con quei riflessi grigi è diventato ancora più bello.
Quando siamo tornati, abbiamo fatto in fretta una doccia e siamo andati a fare la spesa… Il tempo di sistemarla e cambiarci e siamo andati in pizzeria con amici che non vedevamo da un po’.. tavoli in giardino, piccola area giochi per i bambini, chiacchiere meravigliosamente inutili e partita a calcio balilla padri /figli.
Un giorno che sembra durato un’eternità, una vacanza…

E adesso sono qui, a stendere i panni nel silenzio di una mattina d’estate, la mente assorta nel frinire dei grilli, come a riappacificarmi con la mia quiete dopo una buffa ubriacatura…

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Male non sto

L’estate scivola via veloce, senza quasi che me ne accorga.
A volte si va al mare, ma il maltempo non sempre lo permette ed è comunque stancante arrivarci.
Di sera non sono uscita quasi mai a prendere un gelato, mettere un bel vestito.. mi sono anche dimenticata di andare al Festival, quest’anno.
Non sono più le estati di tanti anni fa, e già la vedo finire, sfumare fra le dita… e sento di averla sprecata, di non averne goduto.
Però.
Però male non sto, anzi.
Gioco col mio bambino, quando non fa troppo caldo usciamo, non ho sempre la presenza ingombrante di mia madre come in inverno… forse me la sto godendo, l’estate.
E’ davvero quello che desidero? Il mare, le uscite, l’immagine di un’estate da cartolina? O non è piuttosto quello che ho imparato a desiderare? Non è forse quella vocina che mi dice di fare le cose prima che sia tardi, prima di non poterle fare più, prima dei rimpianti, anche se magari in quel momento ho altre voglie?
Oggi ero sul viale con mio figlio. Pensavo a Parigi, agli Champs Elysées, alla mia nostalgia.. e poi ho guardato gli alberi, le montagne, la quiete intorno, e mi sono sentita felice.
Forse quello che credo di desiderare non è quello che desidero davvero, forse anche la mia mente è viziata da stereotipi e nenie imparate a memoria.
Scrivo poco, non pratico più da tempo: è come se il mio cervello e la mia anima fossero in pausa, come in vacanza, ed anche se quella vocina mi dice che è sbagliato, che dovrei, che vorrei.. io, male non sto…

Vorrei essere, anzi sarei…

Vorrei essere una persona da tisana calda sul comodino, da musica di sottofondo in casa, da essenze profumate… vorrei essere una persona da libro per rilassarsi e creme per il viso… vorrei essere una persona da cioccolata calda e ginnastica al mattino.

Vorrei esserlo.. anzi, lo sarei… però questa vita mi confonde. E’ costante la sensazione di arrancare per starle dietro, senza peraltro riuscirci mai visto che la casa è sempre comunque un po’ sporca, le cose rimaste in sospeso si accumulano nei giorni..  arranco dietro ad una corsa che non riesco a comprendere, che parla una lingua che non è la mia, ed intanto mi ritrovo a sopravvivere come se l’unico obiettivo quotidiano fosse “togliermi il pensiero”, depennare da una lista invisibile del fare che rimango inebetita a guardare…

Facciamo serata

Non le capisco, non riesco a sentire il loro sentire, quelle mamme che hanno bisogno di allontanare i figli da sè per rilassarsi e svagarsi.

Io non riuscirei mai.. andare a divertirmi lasciando lui parcheggiato da qualche parte, per quanto il luogo possa essere piacevole… ma questo non significa rinunce: lo abbiamo abituato a far tutto con noi, fin da piccolo.. teatro, cinema, concerti, musei.

Mi piace condividere le esperienze con lui, non mi pesa.

Ora, ad esempio, c’è questo giorno della settimana in cui il marito è fuori la sera, ed io ne ho approfittato per fissarlo come giorno di “uscita con l’amica”. Ne approfitto… non amo uscire lasciando il marito a casa, non voglio sacrificare il già scarso tempo  che abbiamo in famiglia.

Comunque sia, c’è questa serata tra amiche…

Ora, probabilmente quasi tutte le mamme (almeno quelle che conosco) lascerebbero – magari anche a ragione – il bimbo dai nonni per svagarsi un po’… beh, non io… lui è molto legato alla mia amica ed usciamo tutti e tre, ce ne andiamo in qualche sala da thè e la serata scorre piacevolissima: facciamo qualche “selfie” perchè a lui diverte tanto, e poi lui se ne sta a giocare tranquillo per i fatti suoi mentre noi abbiamo tutto il tempo di chiacchierare e rilassarci.

E va bene così.. anzi, penso non mi divertirei altrettanto sapendolo parcheggiato dai nonni, per quanto lui possa stare bene e divertirsi anche lì… mi piace che partecipi, che veda cose, conosca persone, sperimenti….

 

Atmosfere

Quando faccio la doccia, non accendo mai la luce della plafoniera… preferisco, soprattutto se è in inverno, intorno al crepuscolo, tenere accesa solamente la luce piccola e calda che è sopra allo specchio.

L’ho messa lì a posta, in un certo senso.

Perchè quando sono lì, nel box opaco, appena attraversato da una luce fioca quasi di candela, il tempo ed il mondo scivolano diversamente… morbidi, come sulle onde di una melodia antica. E anche la mia anima sembra divenire malleabile, quasi fluida, e danza da qualche parte in quell’aria quasi mistica.

L’anima in vacanza

La mia anima crede di essere in vacanza.

Vive quella stessa sensazione di leggerezza degli inizi d’estate dell’adolescenza.. o, perlomeno, del loro ricordo, perché nei fatti il pensiero era molto più pesante. E pensante.

Il topo non sta andando a scuola: abbiamo fatto il famigerato vaccino, e per una decina di giorni voglio tenerlo con me sotto controllo… inaspettatamente, sono serena. In realtà è una sensazione mista di ansia e sollievo. Ormai, qualsiasi cosa accada, non siamo più nel limbo.

Fa caldo.

Le giornate sono piene e frenetiche: il trasloco della suocera, il giardinaggio, gli eventi politici… rientro, una doccia veloce e sono di nuovo fuori.

Mi ricorda quando si tornava dal mare, ci si lavava e profumava in fretta e si era subito fuori per l’uscita serale.

Il giorno del trasloco siamo rimasti da lei tutto il giorno, abbiamo pranzato con un panino e poi ho messo il topo a dormire sul lettone della nonna circondato dalle sedie… custodisco un’immagine identica di mio nipote, circa alla stessa età, sul lettone dei miei. Erano le vacanze, era tutto più improvvisato e semplice…

E’ stato un anno lunghissimo… o voglia di acqua che lavi via di dosso tutti i cattivi pensieri, le ombre oscure, gli ambigui presagi.

Ho chiesto a marito di andar fuori a mangiare un gelato stasera. Ho voglia di essere un po’ felice…

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