Vecchia e nuova

Tutto quel torpore, quel lacerarsi dentro, mi ha portato a toccare quell’estremo che temevo non avrei mai raggiunto.
E la scorsa notte, l’ho fatto.
Fame d’aria, la mia, disperazione… Ed ho fatto quello che per tanto tempo avevo rimandato.
Quell’incantesimo di trasformazione che ad ogni luna piena soffocavo dentro di me, utilizzando palliativi per non esprimere il desiderio vero.
Nel calderone, come simbolo della trasformazione, ci ho messo di tutto. Tranne quello di cui davvero avevo bisogno, censurato ai miei stessi occhi.
E stanotte è accaduto, naturalmente, senza paura o esitazione. Sono andata in corridoio, ho sfogliato sicura l’album.
Stanotte, nel calderone, c’era una foto… La foto della mia laurea, in piedi nel salone in legno dove ho festeggiato, lunghi boccoli rossi e quella gonna tanto cercata… A ruota, lunga alle caviglie, marrone con ricami d’oro e orlata d’oro e pizzo nero. Che gioia comprarla, indossarla…
Stanotte l’energia è stata nuova: non avevo mai sentito il desiderio caricare tanto le mie intenzioni, non ho mai avuto tanta volontà. E ho avuto visioni, durante l’incantesimo, dei flash… Ho visto la mia mano su una maniglia, aprire una porta che sapevo chiusa. Forse la stessa che nelle mie trance della memoria non sono mai riuscita ad aprire. Ho visto l’immagine dell’uomo che mi ha cambiata, inclinata dentro, sgretolarsi e diventare cenere, e per la prima volta mi sono sentita libera da lui. Ho visto me attraversare uno specchio, come un velo d’acqua, ed uscire dall’altra parte.
Oggi sono nuova. Oggi sono vecchia.

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