Nel cerchio

Lo volete sapere davvero, cosa succede nel cerchio di una strega?
Mio figlio lo sa, ed è nel suo mondo…
E’ stato all’ultima celebrazione, all’equinozio di primavera.
Si è portato i suoi strumenti, ha voluto ripetere con me le preghiere e bruciare da solo il suo foglietto di “semina”.
Però, il vero cerchio è stato dopo.
Perchè c’è quel momento, quando hai finito tutte le azioni di rito, in cui rimani nel cerchio… è c’è silenzio, e ti senti completo e soddisfatto. L’aria e ferma. Stai seduto lì e assapori… il tempo si dilata e tu stai lì, ti rilassi, inizi a chiacchierare in un luogo sospeso dove non c’è fretta o distrazioni.
E’ stata la prima volta, per lui: siamo rimasti lì, a parlare della primavera, di cosa significa essere streghe e di tante altre cose che adesso non ricordo… e lui era a suo agio, in quel perfetto spirito di sospensione che il cerchio ti concede.
E siamo stati bene… è come lo immaginavo: indescrivibile camminare con qualcuno che ha il tuo stesso sangue, la tua stessa anima…

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Ti racconto il paganesimo

Siamo io e il mio bambino.
Abbiamo fatto il cerchio, lui ha acceso la sua prima candela da solo, ha detto le sue preghiere (inventandole di sana pianta, ma indovinando l’intonazione e il “senso”), abbiamo fatto il rituale e portato la luce in ogni stanza.
Siamo seduti nel cerchio, adesso.
“Sai cosa abbiamo fatto?”
“No”
“Fra poco arriva la primavera, e noi ci siamo preparati togliendo tutti i pensieri cattivi.. hai visto, in inverno siamo più tristi? Non possiamo giocare fuori, andare al mare, abbiamo sempre freddo? Adesso togliamo tutti questi brutti pensieri così siamo pronti a fare festa e divertirci appena arriva la primavera”

Imbolc, di luci e di Ruote

Imbolc celebrato in ritardo, come al solito…

Ma ormai do meno senso al tempo ed alle sue sfumature: il momento giusto è quello che si accende dentro, non quello segnalato da artifici esterni.

Marito è uscito, ed ho sentito che era il momento giusto… credo che lui un pochino mi blocchi… non che lo faccia con intenzione, anzi partecipa anche quando ce n’è l’occasione,, ma quello che manca (per indole) è il trasporto interiore, la partecipazione.. ed anch’io finisco per annoiarmi.

Comunque sia, l’altra sera era il momento.

“Facciamo la festa del fuoco?”

“Siiii”.

3 anni, e già d tanto entusiasmo nelle cose dello spirito.

Il mio topo è stato bravissimo.

Siamo stati altrove, solo lui ed io…

Io ho acceso le candele di invocazione per l’inverno, la primavera e l’estate… e lui poi le ha spente soffiando le energie: credo sappia giù indirizzarle piuttosto bene. Ed ha chiesto anche di fare “in più” una preghiera per la primavera.

E mi sono vista, coi miei gesti sicuri e le mie candele, col riverbero della fiamma, col calice luminoso. E mi sono vista camminare per le stanze buie della mia casa portando la fiamma di Brigit.. portando la luce, la purificazione… per un istante, riflessa nello specchio, ho creduto di intravedere sottopelle la mia essenza…

Mentre mettevamo via le cose, ad ogni sassolino riposto sentivo il topo recitare a modo suo una preghiera che imitava quelle fatte insieme… fuori ancora un po’ di pioggia, mentre restituivo alla terra le ultime gocce di latte rimaste nel calice.

E giurerei, che ci crediate o no, di aver sentito lo scatto scricchiolante della Ruota girare un altro momento, sbloccare il tempo ed io nel suo fluire.

Di candele, di Sole e di Streghe

Alla fine, abbiamo celebrato Yule con tutti i rituali del caso… ho chiesto a mio figlio se stasera mi avrebbe aiutato ad accendere una candela, e lui mi ha chiesto se facessimo la festa del fuoco (chiama così le celebrazioni, per via delle candele). E non ho potuto dirgli di no, era così eccitato.

Così, appena è sceso il buio abbiamo creato il Cerchio… e lui è stato bravissimo, partecipe… declamava cose senza senso, di sua iniziativa: è il suo modo di celebrare, ed è perfetto così.

Io?

Forse dovevo solo attendere di sentire addosso l’energia vibrante, averne coscienza, forse dovevo solo essere pronta. Ed ora lo ero, dopo le percezioni sottili della scorsa notte.

E non credo in vita mia di aver mai sentito tanto Potere scorrere.

Ho acceso il Sole, dentro di me. E brilla ancora.

E mentre guardavo la fiamma della candela, una voce dal profondo: “Devi solo uscire fuori”…

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