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Forse, un buon lavoro

L’altro giorno – in ritardissimo, lo so, non mi dite niente – abbiamo celebrato l’equinozio d’autunno.

In genere si usa, per l’occasione, rivolgere un pensiero al proprio raccolto personale, a quanto cioè abbiamo seminato e poi ricevuto durante l’anno agli sgoccioli.

Per semplificare il compito, ho chiesto a mio figlio di dire tutte le cose belle che ha avuto, ed ecco la conversazione:

– Te, mamma –

– E poi? –

– La mia famiglia –

– E che cos’è invece che non vuoi vedere più? –

– Gli animali che muoiono, perchè mi dispiace –

Cinque anni di sensibilità e delicatezza allo stato puro… e forse, dico forse, alla fine come mamma non sto facendo un lavoro poi così terribile…

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Ricordi svuotati

L’intento era di liberarmi di questa malinconia del passato che mi accompagna praticamente da sempre… Avevo sentito che c’era qualcosa di diverso…
Ed infatti quel rituale che ho fatto la settimana scorsa, quello molto “ispirato”, ha avuto effetti portentosi.. forse troppo, forse non ero pronta.. attenta a quello che desideri, diceva qualcuno…
E adesso?
Adesso mi ritrovo che se anche volontariamente vado a cercare luoghi, persone, situazioni della mia storia a cui sono legata le percepisco come immagini non mie, distanti ed asettiche… mi ci attardo anche ma nulla, nessuna stretta al cuore, nessun rimpianto…
Come mi sento?
Non saprei.
Mi sento libera, finalmente leggera… senza più fardelli sul cuore inizio a spiegare le ali e respirare a pieni polmoni.. però… però vacillo, mi sento fuori equilibrio. Perchè io ho sempre fondato tutto il mio essere sul passato, a quello ancoravo la mia anima e le mie sensazioni. Ora sono un po’ smarrita, sono un palloncino scivolato via dalle mani di un bambino che esplora il cielo immenso ma non sa bene disegnare la rotta…

Nel cerchio

Lo volete sapere davvero, cosa succede nel cerchio di una strega?
Mio figlio lo sa, ed è nel suo mondo…
E’ stato all’ultima celebrazione, all’equinozio di primavera.
Si è portato i suoi strumenti, ha voluto ripetere con me le preghiere e bruciare da solo il suo foglietto di “semina”.
Però, il vero cerchio è stato dopo.
Perchè c’è quel momento, quando hai finito tutte le azioni di rito, in cui rimani nel cerchio… è c’è silenzio, e ti senti completo e soddisfatto. L’aria e ferma. Stai seduto lì e assapori… il tempo si dilata e tu stai lì, ti rilassi, inizi a chiacchierare in un luogo sospeso dove non c’è fretta o distrazioni.
E’ stata la prima volta, per lui: siamo rimasti lì, a parlare della primavera, di cosa significa essere streghe e di tante altre cose che adesso non ricordo… e lui era a suo agio, in quel perfetto spirito di sospensione che il cerchio ti concede.
E siamo stati bene… è come lo immaginavo: indescrivibile camminare con qualcuno che ha il tuo stesso sangue, la tua stessa anima…

Esplosione di potere

Mi sembra di non avere il tempo di fare nulla.. le cose si accumulano, tutto rimane sospeso.
Così, questo mese, mi sono persino ritrovata a saltare il rituale di luna nera.. e continuavo a sentire dentro questo piccolo tormento, questo appuntamento mancato, questo senso di non finito. Poi mi sono resa conto che c’è anche qualcosa che ho disperatamente bisogno di mandare via.
Mi sono resa conto che non è che non abbia tempo, ma che non colloco i vari impegni nel momento giusto. Mi sono resa conto, ad esempio, che la sera (come sarebbe d’uopo) mi è praticamente impossibile praticare: col marito guardiamo la tv fino a tardi, i bambino vuole letta la storia della buonanotte, ed io poi crollo dal sonno.
E allora, visto che comunque sono una strega libera, ho deciso di spostare le mie cose alla mattina: una mezz’oretta a casa la trovo sempre.
Ed ho anche deciso di levarmi questo tarlo così oggi, con una settimana di ritardo ma chi se ne importa, ho fatto il mio rituale.
E, forse per il tanto bisogno che ne avevo, è stata un’esplosione.
Sono tornata a casa, ho messo lo sgabellino in salone con su il calderone e la candela, ho abbassato le serrande e.. boom… mi è venuto spontaneo alzare il mio canto di potere, cosa che non faccio quasi mai, forte sempre più forte.. sentivo l’aria tremare e l’energia salire, farsi solida nelle mie mani… sentivo di essere trasfigurata… Ad alta voce ho enunciato (altra cosa che non faccio mai) le intenzioni, la volontà, ed ho bruciato il foglio.
Quando sono uscita in balcone col calderone a buttare nell’aiuola di sotto la cenere c’era il mio vicino che portava fuori il cane. Mi ha guardato interrogativo… in genere evito di farmi notare… l’ho guardato per un attimo, poi ho sorriso e l’ho salutato.
Mi sento ancora piena, sazia, l’aria trema intorno a me… per la prima volta, mi rendo conto, ho davvero assaporato il potere e non voglio perderlo mai più…

Dadi elementari

Con mio figlio facciamo spesso giochi da tavola, gli piace e ormai ha imparato a contare benissimo.
Orbene, abbiamo questa scatola con vari giochi e le pedine colorate.
Autonomamente, scopro adesso che ha dato un nome alle pedine:
rossa: omino di fuoco
blu: omino di acqua
verde: omino d’erba
blu piccolina: omino di vento.
E niente, sono i quattro elementi e mamma strega è tanto orgogliosa del suo piccolo ometto!

Quella volta in cui mi mascherai da me stessa

Per carnevale, mio figlio mi ha pregato di vestirmi in maschera.
Ok, ho pensato, qualcosa sotto mano ce l’ho…
E così ho tirato fuori dal cassettone il mio vecchio cappellone da strega col nastro viola che tenevo in cameretta per decorazione. Nell’armadio, ho quella gonna longuette viola con le pieghe di raso che non metto quasi mai. Niente cappotto, metto quella blusa di maglia un po’ lunga tutta viola e sulle spalle lego un vecchio foulard di pizzo nero. Nello sgabuzzino, poi, ho ancora quella borsona etnica del mio periodo un po’ freak…
“Mamma, sei bellissima!”
E siamo andati a fare un giro alla festa in strada del martedì grasso.
E mi sentivo bene, cavolo se mi sentivo bene!
Mi sentivo libera…
Ed abbiamo incontrato parecchie persone, è un paese piccolo, e non era solo un saluto di circostanza: nei loro occhi vedevo qualcosa, vedevo che mi guardavano e davvero trovavano in me qualcosa.. la mia luce… ecco.. in quella “maschera”, quel pomeriggio, ho brillato in tutta la mia luce!