Reminiscenze di Oz

Da quando si sono rotte le mie vecchie scarpe rosse, non mi sono sentita più me stessa… ero orfana di qualcosa…
Finalmente sono riuscita a trovarne un paio nuovo, comprate in saldo, comode proprio come piacciono a me… me le guardo ai piedi e mi sento di nuovo completa, forte in un certo senso.
Lo so, può sembrare sciocco, infondo è solo un paio di scarpe… ma credo… si, credo riaccendano in me qualcosa, rappresentino qualcosa.
E’ curioso che me ne renda conto solo ora, ma probabilmente hanno questo alone di magie perchè sono una reminiscenza di Oz.. le famose scarpine della Strega dell’Est… e Oz, beh, in un certo senso è il mio “mito fondante”, la suggestione da cui prendo ispirazione, il poema di archetipi a cui la mia anima appartiene.
Le scarpe rosse.
Buffo… me ne rendo conto solo ora..

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Biancheggiare

Mi è venuta un po’ di malinconia.. le vacanze stanno finendo, e di nuovo quella sensazione di tempo che scivola tra le mani, di non goderne mai abbastanza. E poi.. e poi gli Dei mi hanno regalato la neve.

Ha fioccato per due giorni.

Anche se a terra non se n’è posata tantissima, ne abbiamo avuta abbastanza per fare un piccolo pupazzo, per giocare a raccoglierla e tirarcela… non ho mai giocato con la neve, la prima volta che l’ho incontrata ero già troppo grande ed il mio cuore era ancora troppo piccolo per farlo.. ma in questi due giorni…in questi due giorni ho avuto la mia neve, i miei giochi, la mia battaglia a palle di neve…

Ieri avevo anche deciso, guardando le energie sull’agenda, di fare una piccola purificazione personale. Ma fra i vari accidenti quotidiani e la famiglia per tutto il giorno non ne ho avuto il tempo.. e ieri sera mi sentivo sporca, arrabbiata anche, delusa da me e dal tempo che non riesco a strappare.

E poi…

E poi il marito era in salone, il bambino nel lettone a guardare i cartoni. Ho preso il mio Libro delle Ombre, il calice, il sale, l’athame.. e lì, proprio lì, ai piedi del letto mentre lui guardava la tv, ho fatto il mio piccolo rituale.

Ed ho compreso.

Pensavo di distrarmi, pensavo di non entrare in profondità coi cartoni in tv, il bambino sul letto, e invece in un attimo si è palesata la magia: ero io, il mio calice alzato, l’acqua che riluceva.. ed ho compreso che so farlo, so muovermi fluidamente fra i mondi senza bisogno di sovrastrutture, e che a bloccarmi è solo la paura di non saperlo fare.

Sono andata a dormire.. ero pulita, ma pulita davvero adesso… nuvole nere si diradano in lontananza. Rain respira…

Schegge di Rain nel mondo

Di solito parlo molto, ma non dico niente… sono socievole ma non condivido.. resto in superficie. Non parlo delle cose che so – o che credo di sapere – e di tutto il poema di consapevolezze e frammenti di storia che brulicano dentro. Non sono cose che alla gente comune interessano, mi dico, ad ognuno il proprio orto.

Però ieri è capitato che sono entrata in un negozio di gadget natalizi, e mi sono messa a cercare fra i personaggi del presepe: sono alla disperata ricerca della Zingara, figura praticamente ignota e quindi introvabile.

La proprietaria, una donna del popolo la definirei, quando ha saputo cosa cercassi è rimasta interdetta e mi ha detto che non è nella tradizione… e allora, quasi sovrappensiero, le ho detto che si, che era nel presepe creato da San Francesco e che va messa vicino alla natività per annunciare la nascita di Gesù. E, chiedo venia, sono rimasta sorpresa che mi interrogasse: “Ma non sono in contraddizione?”, ed allora le ho anche spiegato che rappresenta appunto la transizione fra la vecchia e la nuova religione.

E mi sono sentita bene.. grata… come se per la prima volta nella sua vita Rain fosse esistita davvero, e mi rode dentro il tarlo che forse sono stata in errore per tutti questi anni e che un posticino per me, là fuori forse esiste..

Sedimentazioni

Sedimenta in me la magia, forse piuttosto una questua, di Oestara.

Una celebrazione fatta quasi controvoglia, solo perché quando ho aperto il baule per prendere le decorazioni di Pasqua il mio bambino mi ha chiesto entusiasta se avremmo fatto la “festa del fuoco”,

Una celebrazione in cui ho seminato il mio più ardente desiderio, più che un progetto: trovare la mia strada.

E sedimenta, germoglia in me con le sembianze di consapevolezza.

Sono una strega.

Sono una strega non perchè faccio celebrazioni o rituali, non per i calderoni e gli incantesimi… Sono una strega per come danzo la vita. Sono una strega perché scruto i segni ed a loro mi affido fiduciosa, sono una strega per la delicatezza con cui tocco un fiore e per come vivo nelle mie viscere l’alternarsi delle stagioni, sono una strega per le cose che so e percepisco.

La mia strada, l’ho già trovata… c’era solo troppa nebbia per riconoscerla!

Lentamente, la Strega

C’era un piccolo cerchio di pietre, con della cenere e dei pezzetti di legno: tracce di un falò neanche troppo improvvisato.

Guardavo quel cerchio e sentivo l’istinto dentro risvegliarsi, sussurrarmi di fare qualcosa.

Era spuntata una bella giornata quasi primaverile… ho preso il topo, e siamo andati fuori città, su un bel prato, a giocare a palla e tirare bastoncini di legno…

Quasi meccanicamente, ho ripulito il cerchio dai bastoncini. Ho girato per un po’ nel prato, finché non ho trovato un legno con due punte: l’ho piantato nel cerchio, sulla destra, il mio Cernunnos. Poi ho preso un bastoncino dritto, vi ho conficcato su una foglia larga accartocciata, poi un’altra, a formare quasi un fiore: l’ho conficcato alla sinistra dell’altro, la mia Dea.

Dei sassolini bianchi sparsi lì intorno: li ho messi davanti alle mie due figure, raggruppati come un piccolo altare. Mi sono guardata intorno finché la vista non si è aguzzata: laggiù, un fiorellino giallo… l’ho raccolto, poi un altro, poi alcuni bianchi.. poggiati sul mio piccolo altare.

Una macchina in lontananza, ho aspettato che se ne andasse.

Poi, i piedi piantati a terra, è iniziato il mio canto di potere.

Prima esitante, arrugginito… poi più nitido, squillante.. l’energia vorticava intorno a me e dentro di me, mi saziava, vibrava in me e vibravo io stessa. L’ho incanalata sul mio ventre. E’ passata un’altra auto, non ci ho fatto nemmeno più caso: il canto di potere andava sempre più in alto, ormai ero altrove, ormai ero Lei…

Oggi pomeriggio è finalmente arrivato il mestruo, abbondante… quando l’energia è bloccata,  tutto il mio corpo tutto sembra incepparsi. Oggi, fisico ed eterico fluiscono liberamente in me e quasi riesco a percepirlo…

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