Esplosione di potere

Mi sembra di non avere il tempo di fare nulla.. le cose si accumulano, tutto rimane sospeso.
Così, questo mese, mi sono persino ritrovata a saltare il rituale di luna nera.. e continuavo a sentire dentro questo piccolo tormento, questo appuntamento mancato, questo senso di non finito. Poi mi sono resa conto che c’è anche qualcosa che ho disperatamente bisogno di mandare via.
Mi sono resa conto che non è che non abbia tempo, ma che non colloco i vari impegni nel momento giusto. Mi sono resa conto, ad esempio, che la sera (come sarebbe d’uopo) mi è praticamente impossibile praticare: col marito guardiamo la tv fino a tardi, i bambino vuole letta la storia della buonanotte, ed io poi crollo dal sonno.
E allora, visto che comunque sono una strega libera, ho deciso di spostare le mie cose alla mattina: una mezz’oretta a casa la trovo sempre.
Ed ho anche deciso di levarmi questo tarlo così oggi, con una settimana di ritardo ma chi se ne importa, ho fatto il mio rituale.
E, forse per il tanto bisogno che ne avevo, è stata un’esplosione.
Sono tornata a casa, ho messo lo sgabellino in salone con su il calderone e la candela, ho abbassato le serrande e.. boom… mi è venuto spontaneo alzare il mio canto di potere, cosa che non faccio quasi mai, forte sempre più forte.. sentivo l’aria tremare e l’energia salire, farsi solida nelle mie mani… sentivo di essere trasfigurata… Ad alta voce ho enunciato (altra cosa che non faccio mai) le intenzioni, la volontà, ed ho bruciato il foglio.
Quando sono uscita in balcone col calderone a buttare nell’aiuola di sotto la cenere c’era il mio vicino che portava fuori il cane. Mi ha guardato interrogativo… in genere evito di farmi notare… l’ho guardato per un attimo, poi ho sorriso e l’ho salutato.
Mi sento ancora piena, sazia, l’aria trema intorno a me… per la prima volta, mi rendo conto, ho davvero assaporato il potere e non voglio perderlo mai più…

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Domenica andando alla messa (di ricordi e vie antiche)

Pantaloni neri, maglia viola, cappotto viola aperto che oscilla ad ogni passo e pentacolo…. cammino spedita per la navata laterale della chiesa, durante l’omelia, l’occhio vigile sul mio piccolo ometto curioso.

Cammino spedita e per un momento sento su di me il peso leggero di mille vite passate, delle mie antenate che in quelle chiese si confondevano tra la folla, e percepisco quello stesso senso di estraneità e straniamento.

Cammino spedita e mi sento libera, in volo librato…

Sedimentazioni

Sedimenta in me la magia, forse piuttosto una questua, di Oestara.

Una celebrazione fatta quasi controvoglia, solo perché quando ho aperto il baule per prendere le decorazioni di Pasqua il mio bambino mi ha chiesto entusiasta se avremmo fatto la “festa del fuoco”,

Una celebrazione in cui ho seminato il mio più ardente desiderio, più che un progetto: trovare la mia strada.

E sedimenta, germoglia in me con le sembianze di consapevolezza.

Sono una strega.

Sono una strega non perchè faccio celebrazioni o rituali, non per i calderoni e gli incantesimi… Sono una strega per come danzo la vita. Sono una strega perché scruto i segni ed a loro mi affido fiduciosa, sono una strega per la delicatezza con cui tocco un fiore e per come vivo nelle mie viscere l’alternarsi delle stagioni, sono una strega per le cose che so e percepisco.

La mia strada, l’ho già trovata… c’era solo troppa nebbia per riconoscerla!

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