Ho sentito l’odore del porto

Questa mattina abbiamo avuto un assaggio d’estate…
Le finestre aperte, le serrande semi-abbassate per non far entrare le mosche…
Ho sistemato le sedie sul terrazzo e ci siamo messi a giocare a carte lì, io e il mio bambino.
E sono tornate folate di ricordi…
I pomeriggi d’agosto al mare, durante le vacanze, quando dopo la mattinata in spiaggia dovevi per forza dormire per poi andare a prendere un gelato la sera, e si stava tutti in mutande nel lettone. Ricordo che strane sagome facevano i rami degli alberi proiettando la loro ombra sulla parete, mentre aspettavo di addormentarmi…
La festa del paese, negli anni del ginnasio: vestirsi carina ed uscire con gli amici, andare a zonzo tutta la sera, e quella compagna che partecipava alla processione e voleva essere vista…
Le passeggiate, di notte, sulla spiaggia.. sedersi sui lettini o sull’altalena, e quegli orrendi profumi al gusto di caramella che ci piacevano tanto…
Pochi, felici ricordi di quel periodo della mia vita, di quella parentesi attraversata di fretta…
E per un attimo, mi è sembrato persino di sentire l’odore del porto.. la salsedine, i ristoranti di pesce, le soste sul camminamento dell’alto muro che divideva il porto dalla costa perchè dovevamo stare lontane da tutto e da tutti…

Adesso il cielo è tornato grigio. I ricordi non hanno più odori, sono sfumati.

Però, giuro, ho sentito l’odore del porto…

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L’anima in vacanza

La mia anima crede di essere in vacanza.

Vive quella stessa sensazione di leggerezza degli inizi d’estate dell’adolescenza.. o, perlomeno, del loro ricordo, perché nei fatti il pensiero era molto più pesante. E pensante.

Il topo non sta andando a scuola: abbiamo fatto il famigerato vaccino, e per una decina di giorni voglio tenerlo con me sotto controllo… inaspettatamente, sono serena. In realtà è una sensazione mista di ansia e sollievo. Ormai, qualsiasi cosa accada, non siamo più nel limbo.

Fa caldo.

Le giornate sono piene e frenetiche: il trasloco della suocera, il giardinaggio, gli eventi politici… rientro, una doccia veloce e sono di nuovo fuori.

Mi ricorda quando si tornava dal mare, ci si lavava e profumava in fretta e si era subito fuori per l’uscita serale.

Il giorno del trasloco siamo rimasti da lei tutto il giorno, abbiamo pranzato con un panino e poi ho messo il topo a dormire sul lettone della nonna circondato dalle sedie… custodisco un’immagine identica di mio nipote, circa alla stessa età, sul lettone dei miei. Erano le vacanze, era tutto più improvvisato e semplice…

E’ stato un anno lunghissimo… o voglia di acqua che lavi via di dosso tutti i cattivi pensieri, le ombre oscure, gli ambigui presagi.

Ho chiesto a marito di andar fuori a mangiare un gelato stasera. Ho voglia di essere un po’ felice…

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