Tag: vestiti

Primo giorno d’estate

Adesso che non ho più un passato, facendo il cambio di stagione ho buttato via quel vestitino nero senza la minima remora… quello che tenevo dai tempi del liceo o forse prima perchè allora lo adoravo, e che pure se adesso era logoro e striminzito mi intestardivo a tenere “almeno per il mare” solo per non separarmene. Mentre sistemavo i vestiti estivi nell’armadio l’ho buttato via senza quasi pensarci, è stato facile.
Adesso che non ho più un passato, nel giorno del suo compleanno il pensiero si appoggia di sfuggita. Fruga nei ricordi, ma trova solo immagini piatte e senza più sapore.. ricordo con tenerezza quando feci la mia “dichiarazione”.. ormai l’università era finita, non lo vedevo più quindi non rischiavo più di perdere quegli attimi rubati che mi davano ossigeno, e fu allora che per il suo compleanno gli mandai su MSN la canzone “Buon compleanno” di Irene Grandi. Lui aveva ringraziato per gli auguri, ed allora io avevo capito che non aveva ascoltato il pezzo. Gli dissi di farlo.
Solo vagamente ricordo la sua reazione, credo fosse imbarazzato… non lo so, non ricordo, non è più la mia storia ormai…

Basta poco

Basta poco… Il sottogiacca fucsia con le spalle scoperte, lo scaldacuore con le maniche svasate sfumato di lilla e rosa che scende un po’ largo sulle spalle lasciandole nude… e mi sento di nuovo me stessa, quella che ero una volta.
E mi rendo conto che nell’armadio i vestiti che sono miei ci sono, sono io ad abbinarli in un modo che non mi appartiene.
E mi rendo conto che forse commetto lo stesso errore anche nella vita: ho tutto quello che mi serve, che serve alla mia anima, ma non riesco a dargli la forma che saprei riconoscere…

Immagini di me

Non mi piace. Quello che sono diventata, quello che vedo nello specchio.
Vorrei portare gonne lunghe, mi piacciono tanto, e foulard svolazzanti…
C’è stato un periodo della mia vita, all’università, nel quale se ci penso mi riconosco. Lo ricordo come un periodo vero, uno in cui forse mi stavo trovando… portavo boccoli rossi, spesso gonne svolazzanti, grandi borse e tanti libri, musica nelle orecchie e notti da pensare.
Poi non lo so…Ho cambiato università, ho perso il mio non – amore, ho incontrato persone sbagliate… Non lo so, ho cambiato direzione.Ed ora sono qui, nei miei jeans viola, a ricordare immagini che profumavano di buono ma senza il coraggio di cambiare.
Cambiare vuol dire sorprendere, costringere gli altri a rivedere l’immagine di te. È una cosa che mi ha sempre spaventato, per questo ho sempre usato momenti clou (come i cambiamenti di ciclo scolastico) per cambiare me… Ma ora di questi momenti non me ne si preparano più, ed io sono qui bloccata nel mio bozzolo…

In che ordine vi vestite?

Sembra una domanda sciocca, ma voi in che ordine vi vestite?

Mi faccio questa domanda perchè mi rendo sempre più conto che il mio modo di farlo, per me perfettamente naturale, non solo non è comune ma lascia molte persone perplesse…

Generalmente, da quello che capisco, si decide prima tutti i capi d’abbigliamento che si vogliono indossare – accessori compresi -, si fanno gli abbinamenti e poi ci si veste…

Ecco… mai fatta una cosa del genere da che mi ricordi!

Io apro il cassetto delle maglie e ne scelgo una.

Poi scelgo i pantaloni in base alla maglia che ho addosso, senza pensare a cosa ci dovrò abbinare poi.

A quel punto metto le scarpe – quasi sempre colorate – cercando di farle star bene coi colori che già indosso.

Poi la borsa, anche qui cercando di incastrarla con gli abbinamenti già fatti.. ed infine cappotto e orecchini…

Insomma, un work in progress che cambia man mano che scelgo il frammento successivo, abbinamenti che si creano man mano e non sempre pensati a tavolino.

Che ne viene fuori?

Non saprei cosa veda la gente dall’esterno… io, mi sento un’esplosione di colori e sfumature, un quadro, un sogno…