Basta poco

Basta poco… Il sottogiacca fucsia con le spalle scoperte, lo scaldacuore con le maniche svasate sfumato di lilla e rosa che scende un po’ largo sulle spalle lasciandole nude… e mi sento di nuovo me stessa, quella che ero una volta.
E mi rendo conto che nell’armadio i vestiti che sono miei ci sono, sono io ad abbinarli in un modo che non mi appartiene.
E mi rendo conto che forse commetto lo stesso errore anche nella vita: ho tutto quello che mi serve, che serve alla mia anima, ma non riesco a dargli la forma che saprei riconoscere…

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Scimmie volanti

A volte penso che ho fatto male… A sposarmi e tutto il resto… Non ne sono capace, non sono capace a vivere come fanno tutti. Oggi ho lavato la casetta del bambino sul balcone, poi ho dovuto cucinare io (cosa che non faccio mai) ed anche di fretta perché il marito doveva uscire, poi ho dovuto fare il clisterino al piccolo che si era tappato, e la lavastoviglie, e il panino per il marito domani a pranzo.
E ora sto male.
Non è, cosa normalissima, che mi scocci o mi stanchi… È che proprio la vita comune, curare la casa, lavorare e tutto il resto, mi fa star male. Credo siano attacchi di panico o qualcosa del genere. Mi fanno sentire in trappola, quasi sporca….
Sto bene solo quando vivo nelle mie cose, nelle cose dell’anima.
Era così anche da adolescente ma pensavo fosse l’età, le persone che avevo intorno… Ho sempre voluto una famiglia e pensavo che realizzandomi tutto sarebbe andato meglio.
E invece no, invece per quanto io stia bene e sia felice non mi sento a casa nemmeno adesso. E inizio a pensare che il problema sono io, che non sono fatta per questo mondo.. Che la mia omonima mi calza a pennello e sarei felice solo in cima a una torre con le scimmie volanti….

Vita ed immagini

Una bella giornata di sole, un piccolo prato verde smeraldo, un bambino, il suo papà ed un pallone.
Sono distesa sull’erba, guardo i miei uomini giocare: sono sempre stata un’ottima spettatrice… anzi, mi sembra che guardando la vita scorrere io riesca ad assaporarla di più che essendoci immersa. È sempre stato così… I ricordi più belli sono immagini impresse… Forse è qui la ragione, che vivo di immagini…

Vivere di più

In un piccolo paese si vive di più… e non perché la vita duri più a lungo..
Le distanze sono più brevi, e non si perde tempo negli spostamenti, e poi si può camminare a piedi, trasformando lo spostamento in esperienza stessa.
E si vive di più, perché non sprechi tempo ad aspettare, a muoverti. Così, la vita si dilata… o meglio ti rendi conto che la vita è già confortevolmente spaziosa, siamo noi gli sciocchi, noi che la lasciamo scivolare via nei nostri boriosi far niente. L’abbiamo costruita noi, una vita che non è più vita ma attesa, preparazione, organizzazione della vita stessa…

Altre vite

A volte la capita, mentre faccio le cose più banali, di immaginare che questa vita la sto solo sognando.
Adesso mi sveglio, mi dico, sono in quell’altra vita… in quella che avrei avuto se non avessi scelto questa.. si, perchè c’è stato un tempo in cui avevo due opzioni distinte e contrapposte davanti a me. E non ho rimpianti, ma capita a volte di chiedersi come sarebbe stato.
Adesso mi sveglio, immagino.
E sono nella mia mansarda fra i tetti di Parigi, col suo soffitto spiovente. La mia mansarda piena di cose, e di colori, e di cuscini, e di tende, e di candele accese e profumi d’incenso. Ho un grande letto, proprio sotto a una finestrella che guarda al cielo, e lì sta sempre accovacciato il mio gattone nero.
Ho un piccolo computer portatile, mi serve per lavoro, e la mattina mi trovate quasi sempre in un bistrot, con le mie lunghe gonne e i miei foulard, a lavorare davanti a una tazza di thè. Nel tempo libero, passeggio per Pigalle.
Forse c’è un uomo, nella mia vita.
A volte passa la notte da me, ma non si ferma mai troppo a lungo: sono gelosa della mia libertà.
Poi però succede sempre che inizio a sentire la mancanza di mio figlio, e apro gli occhi, con la paura di non tornare più indietro…

Lavorare sul karma

Ieri sono stata a un funerale.
Quando capita di trovare un sacerdote intelligente, un “sacerdote vero”, come dico io, è un piacere ascoltare l’omelia… un arricchimento, anche per me.
Non starò qui a riportare l’intero discorso, era una riflessione sul senso della vita in accezione cristiana.. ed io, come faccio sempre, ho usato gli spunti per avviare riflessioni mie personali. E sono tornata a casa rasserenata, quasi felice.
Ripensando agli inizi di questa mia esistenza, si è avviata sotto i peggiori auspici: sono stata piena, fino a non molti anni fa, di intuizioni che ero incapace di ascoltare e comprendere, di vuoti da colmare, inadeguatezze.. che karma terribile mi portavo dietro!
Ebbene, mi rendo conto che negli ultimi anni ho lavorato tantissimo sulla mia anima. Credo di aver trovato, ed inseguito, il mio dharma. Credo che, anche se di strada ce n’è ancora tantissima da fare, ho già dato una bella “ripulita” al mio karma. Credo che sto crescendo, evolvendo…
Credo, e da qui quella nuova sensazione di benessere, che la prossima vita inizierà sotto migliori auspici…

Dolore

E’ tornato, quel dolore lacerante che dilania l’anima. A volte, nei momenti più impensati, striscia di soppiatto alle spalle e mi pervade con mille lame.
Siamo più saggi, più consapevoli, ma il cuore poi fa quello che vuole.
E, a volte, come un lampo che nel sereno colpisce e se ne va, arriva per un istante la percezione dell’assenza: gli odori che non sentiremo mai, gli sguardi e i sorrisi che non vedremo mai, i gesti che non avranno mai sostanza.
E ora… ora il dolore si è fatto beffardo, perchè se da ragazzina mi sosteneva la debole speranza che un giorno, forse, magari, chissà, adesso la mia vita l’ho costruita e non lascia spazio ai chissà… adesso, non saremo mai. E vivere sapendolo, stringe l’anima al collo facendola soffocare…

Vorrei essere, anzi sarei…

Vorrei essere una persona da tisana calda sul comodino, da musica di sottofondo in casa, da essenze profumate… vorrei essere una persona da libro per rilassarsi e creme per il viso… vorrei essere una persona da cioccolata calda e ginnastica al mattino.

Vorrei esserlo.. anzi, lo sarei… però questa vita mi confonde. E’ costante la sensazione di arrancare per starle dietro, senza peraltro riuscirci mai visto che la casa è sempre comunque un po’ sporca, le cose rimaste in sospeso si accumulano nei giorni..  arranco dietro ad una corsa che non riesco a comprendere, che parla una lingua che non è la mia, ed intanto mi ritrovo a sopravvivere come se l’unico obiettivo quotidiano fosse “togliermi il pensiero”, depennare da una lista invisibile del fare che rimango inebetita a guardare…

Non è una pubblicità

Scendiamo dalla macchina, è già buio.

Mio marito ed io portiamo le borse della spesa, avviandoci verso casa, mentre il bambino saltella davanti a noi tenendo stretto l’ovetto kinder appena comprato.

Per un istante, mi vedo dall’esterno.. sembra una cartolina, una pubblicità, la scena di un bel film da guardare al sabato sera.. e invece.. invece è un frammento della mia vita, una vita normalissima e quasi banale, troppo timida per rivelare nitidamente quanto sia preziosa…

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